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A Google I/O c’è un Android per tutto

Google I/O 2015
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Da Internet delle cose ai pagamenti via smartphone, dallo store di app per bambini alle foto, da Android M a Now On Tap. Le principali novità a Google I/O 2015, l’appuntamento annuale dedicato agli sviluppatori

Da Internet delle cose ai pagamenti via smartphone, dallo store di app per bambini alle foto, da Android M a Now On Tap.  A Google I/O 2015, l’appuntamento annuale dedicato agli sviluppatori, conclusosi il 29 di maggio, Google ha spiegato c’è un Android per tutto. Del resto, Sundar Pichai, Senior Vice President of Product, ha spiegato che “Oltre 600 milioni di persone nel mondo lo scorso anno hanno acquistato uno smartphone, e il numero è destinato a crescere. Siamo nell’era del mobile”. E Android gioca un ruolo di primo piano, visto che otto dispositivi su dieci venduti l’anno scorso erano equipaggiati con Android ed ogni servizio di Google – Gmail, Youtube, Maps, ricerca, Android e Chrome – ha superato il giro di boa del primo miliardo di utenti.

Android Pay, la piattaforma di pagamento mobile

Android Pay è una piattaforma aperta, che lavorerà in 700.000 negozi (fra cui Macy’s, Bloomingdale’s eccetera) e supporterà i pagamenti in-app. Google sfida Apple nei pagamenti da mobile: sarà sufficiente accostare il telefonino a un lettore per effettuare la transazione.

Android Pay su Android M: il piatto forte di Google I/O
Android Pay su Android M: il piatto forte di Google I/O

Negli Usa a marzo solo il 7% degli utenti Android ha usato pagamenti mobili (secondo KWP Comtech).
Android Pay sfrutta la tecnologia NFC e Host Card Emulation. Gira anche su KitKat 4, ma funziona meglio sulla versione Android M, in arrivo nel terzo trimestre.

I pagamenti mobili, secondo Gartner, rappresentano un mercato globale da 720 miliardi di dollari di valore dal 2017. In crescita rispetto ai 235 miliardi di dollari dell’anno scorso.

Android M, focus su Now On Tap e maggiore autonomia

Android M è il nome in codice della nuova versione del sistema operativo mobile di Google, è il successore di Lollipop. Supporterà il riconoscimento delle impronte digitali (digital fingerprint), Usb Type C (la porta per ricariche più veloce di telefoni e Pc), estenderà la durata della batteria e rilascerà Now on Tap. L’applicazione permette di portare maggiori informazioni contestualmente, prima ancora che l’utente le richieda. Raccolte le varie informazioni, Now on Tap aiuta a compiere la scelta ottimale, riducendo al minimo l’interazione e la fatica. La nuova funzionalità su Android OS è una dashboard di notifiche focalizzate sulla propria vita ed interessi: riconosce i nomi propri all’interno di ogni schermata e si attiva appena l’utente tiene premuto per qualche secondo il tasto start dello smartphone. Se su Whatsapp, viene citato il nome di un ristorante, tenendo premuto Start si troverà immediatamente l’indirizzo sulla mappa digitale, la recensione relativa sulla app di Tripadvisor eccetera. Funziona anche su Instagram.

A Google I/O Android va oltre il Mobile
A Google I/O Android va oltre il Mobile

Google Play è stato ripensato per la famiglia: attraverso la “family star” consente di orientare alla pagine per le applicazioni per bambini

Google Maps offline

Le mappe di Google, migliorate con ricerca e inidicazioni vocali su direzioni turn-by-turn, vanno offline. Google Maps prima richiedeva – come condizione indispensabile – la connessione alla rete. Entro la fine dell’anno si potranno consultare le mappe anche offline. Una volta scaricate le mappe, si potrà percorrerle, impiegando tutti i servizi, come per esempio la guida vocale, anche senza essere connessi ad Internet.

Google Foto guadagna l’archivio illimitato

La piattaforma dedicata alle foto, separata da Google+, si chiama Google Foto ed è una piattafora con archivio di immagini e video illimitata e gratuita.

Googke Foto con archivio illimitato e gratuito
Googke Foto con archivio illimitato e gratuito

Disponibile da oggi per dispositivi Android, iOS di Apple e per il web, anche in Italia, Google Foto include le funzioni di editing, e l’opzione Assistant permette agli utenti di creare in automatico immagini animate, raccogliere gruppi di foto in collage e montare video a comporre una storia, aggiungere la musica: il tutto dall’app mobile di Google Photos. Con storage illimitato per archiviare, gratuitamente, foto (fino a 16 Mp) e video (1080p): uploaderà in automatico foto e video catturati con dispositivi Android su Google Drive. Esso organizzerà gli scatti in maniera intelligente, identificando le persone immortalate, location e tempi delle foto scattate.

Android Wear conquista 4000 apps

I modelli con Android Wear sono sette smartwatch, ma molti altri sono in arrivo.

Android Wear a Google I/O 2015
Android Wear a Google I/O 2015

La piattaforma per la tecnologia da indossare Android Wear, introduce il supporto a GPS, WiFi e a gesture più semplici ed intuitive. Ma soprattutto conta 4.000 apps, tutte create per l’OS dedicato alla Wearable tech. Inoltre festeggia l’arrivo di nuove apps: Uber, Foursquare, CityMapper. Potremo dire all’orologio intelligente: “Ok Google, chiamami un’auto“. Inoltre Google Fit, un’app golf swing e Shazam sfrutteranno il microfono dello smartwatch.

Android Auto e la VR di Google Cardboard

Salgono a 35 i brand del settore Automotive che participano ad Android Auto, che rappresenta la partnership strategica del futuro per le quattro ruote. Dopo i prototipi di self-driving cars, Mountain View chiama e Detroit risponde.

Cardboard 2.0 è la nuova generazione dell’interfaccia che permette di proiettare gli utenti nella realtà virtuale (VR): semplice da usare, è un cartoncino che si monta in tre fasi e più flessibile (è compatibile con smartphone dagli schermi sino a 6 pollici, ma anche con iPhone).

Project Brillo per IoT

A Google I/O, Sundar Pichai spiega la strategia di Google per Internet of Things (IOT). I team di Android e Chrome OS stanno collaborando per Internet delle Cose.

Project Brillo a Google I/O: è l'OS per IoT
Project Brillo a Google I/O: è l’OS per IoT

Il sistema operativo che farà dialogare tra di loro gli apparecchi di casa (gli “elettrodomestici connessi” della Smart Home), arriverà entro la fine dell’anno e sarà integrato da “Weave”, una piattaforma che consente ai dispositivi di comunicare in linguaggio (quasi) naturale.

Derivato da Android, ma semplificato allo strato inferiore. Brillo supporta Wi-Fi, Bluetooth Low Energy, ed altri requisiti Android.

Weave” è il communications layer per IoT. Weave permette ai dispositivi Brillo, agli smartphone e a internet di dialogare l’un con l’altro. Weave è multipiattaforma e arriva con API per sviluppatori.

Brillo è atteso nel terzo trimestre, e Weave nel quarto.

Dopo aver acquisito Nest per 3.2 miliardi di dollari, Project Brillo sfiderà Apple HomeKit: agirà da software che interconnette la cosiddetta Internet of Things, ovvero qualunque device dotato di sensori e in grado di dialogare l’un con l’altro, dall’abbigliamento smart alle chiusure di porte alle lavatrici, termostati, frigoriferi e climatizzatori.

Conoscete Internet delle Cose? Misuratevi con un Quiz!