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Quando gli smartwatch somigliano a orologi

Smartwatch IFA 2015
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Diversi vendor hanno proposto a IFA 2015 nuovi modelli di smartwatch che somigliano sempre di più agli orologi tradizionali. Segno di un mercato che matura o di debolezza per il nuovo device digitale che per affermarsi deve rincorrere il passato?

Nella proposta di smartwatch tra cui i modelli di Huawei (ora in Italia, presentato a MWC) e Samsung a IFA 2015, e le novità in casa LG (quelle conosciute e quelle annunciate con Watch Urbane Luxe, disegnato con la collaborazione dei gioiellieri Reeds), si possono cogliere alcune tendenze abbastanza significative del comparto, che in larga parte confermano le osservazioni che abbiamo già riportato sulle nostre testate.

La prima di queste è che gli smartwatch per sopravvivere ‘devono’ somigliare agli orologi tradizionali. Nelle nuove proposte, inizia a prevalere la forma circolare, su quella rettangolare, o almeno è proposta quasi sempre la doppia scelta, ma ancora di più i diversi modelli nelle linee estetiche e nella scelta dei materiali – pregiati e non – tendono a dare ai clienti l’idea di indossare oltre a uno ‘smartwatch’, anche un vero orologio.

Faremo i dovuti esempi, ma ora ci preme sottolineare che questa evoluzione ha almeno due significati: il primo è che il form factor ‘orologio da polso tradizionale’ è tutt’altro che pronto ad andare in pensione, tanto che viene ancora preferito anche nel caso degli smartwatch, e il secondo è che gli smartwatch sono ‘deboli’, ancora, intrinsecamente ‘deboli’.

Smartwatch IFA 2015
Smartwatch che somigliano a orologi, ecco alcuni degli ultimi modelli annunciati: il nuovo Moto 360, LG Watch Luxe in oro, Samsung Gear S2, Huawei Watch e in basso a destra Sony Wena

Il pubblico degli over 30, che ha disponibilità di spesa maggiore, preferisce agli smartwatch gli orologi di brand, di quei brand che fanno solo l’orologio ma che rappresentano anche meglio uno status, come se proprio perché si è scelto quel modello e non un altro l’orologio stesso indossato abbia un altro significato a seconda della persona che lo ha scelto.

Laddove invece i prodotti legati ai vari Samsung, Lg, Huawei, Motorola sono solo declinazione dell’ennesimo ‘device’ che potrebbe essere anche uno smartphone, un tablet. Sì, perché mentre smartphone e tablet sono ‘oggetti’ nuovi, gli smartwatch non lo sono, l’orologio da polso c’è da tanti anni, anzi, da oltre due secoli, se prendiamo come riferimento il primo Breguet del 1812.  Forse nemmeno Apple Watch è pronto a sostituirli in questa gara, quasi con l’idea che se uno compra l’Apple Watch in oro è più un esibizionista che un vero ‘uomo di classe’. I tempi cambieranno, probabile, ma non ci siamo ancora.

Huawei Watch
Il nuovo Huawei Watch – deciso balzo in avanti da parte di Huawei. Diversi vendor propongono per gli smartwatch l’interfaccia analogica degli orologi tradizionali che restano di riferimento, un aspetto su cui riflettere

Un altro aspetto, su cui non vediamo ancora un punto di arrivo convincente per gli smartwatch sono gli ambiti della ‘resistenza’, dell’impermeabilità e primo tra tutti dell’autonomia. Anche in questo ambito non si registrano grandi passi in avanti. L’impermeabilità non diciamo a 50/100/200 metri, ma parliamo di quella almeno a 25 metri e la proposta di un orologio ‘smart’ e magari insieme che sia un po’ ‘no limits’ sono i tasselli che mancano per portarci a fare un acquisto convinto. Il passo in avanti ora è che i migliori godono di certificazione IP68, per la doccia o la piscina…

Meglio di prima, ma provate a utilizzarli davvero sempre sotto la doccia e in piscina, quando non li avete acquistati per questo specifico utilizzo e capirete bene la differenza tra un vero orologio e questi. Per la batteria si dovrebbe fare un discorso a parte: anche se i vendor vantano per esempio risultati come due/tre giorni, lo smartwatch così come è resta l’ennesimo device da dover ricaricare, e magari resettare, e riavviare… No, non ci siamo.

E non ci siamo anche perché a fronte di una spesa di 3/400 euro (si può considerare il prezzo medio, escludendo gli estremi), nel mondo tradizionale si sa di acquistare un oggetto destinato a durare, mentre nella maggior parte dei casi, con uno smartwatch, si investe l’ennesima cifra in un oggetto a termine, molto a breve termine, che lascia ancora l’idea di voler provare a essere qualcosa che ancora non è, cui manca un poco di identità. Ci viene insomma un pochino da sorridere quando vediamo uno smartwatch con il suo bel display LCD rincorrere la grafica degli orologi classici, senza poterlo essere, e quindi con le fasi lunari in pixel, e le lancette analogiche idem.

Anche dopo gli annunci a IFA 2015 restiamo convinti che le cose migliori, i modelli più riusciti, saranno il frutto esclusivo di importanti alleanze tra chi fa gli orologi e i produttori di smartphone. Un oggetto inutile quindi? Per nulla, bisogna solo convincersi che quello acquistato sarà il primo dei tanti, non certo lo smartwatch della vita e poi bisogna fare uno sforzo non indifferente. I polsi in un essere umano sono due e se per voi l’orologio è un ‘oggetto’ importante, sarà difficile lasciarlo nel cassetto per lo smartwatch di turno.

Per saperne di più:

Smartwatch IFA 2015

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