Dothan: debutta ufficialmente oggi

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Il nuovo processore di Intel, provato dal nostro laboratorio sul
notebook Asus M6700NE, ha prestazioni elevate

Nel passaggio delle Cpu Pentium M, quelle della piattaforma Centrino, a un processo produttivo a 90 manometri, come quello usato dai Pentium 4 Prescott, si parla ormai da molti mesi. Il passaggio di processo produttivo non è tuttavia la sola novità di questa Cpu, ma l’arrivo di Dothan è stata l’occasione anche per introdurre alcune modifiche dell’architettura. La prima consiste nel raddoppio della quantità di cache al secondo livello che passa da uno a due Mbyte rispetto alla precedente versione. Questo incremento di memoria è il principale responsabile del passaggio da 77 a 140 milioni di transistor, anche se le dimensioni del nucleo di silicio non sono aumentate proporzionalmente (l’area è passata infatti da 82,8 mm² a 83,6 mm²). La cosa si spiega anche con il fatto che lo spazio utilizzato per creare celle di memoria è inferiore a quello che serve per realizzare i transistor e le relative interconnessioni. Per le frequenze, i primi annunci sono inerenti le versioni a 1,7 1,8 e 2 GHz, siglati rispettivamente 735, 745 e 755. L’annuncio di Dothan, infatti, è stato utilizzato da Intel anche per lanciare il processor number, cioè un sistema diverso per identificare le Cpu. Se fino a ora i processori Intel erano riconoscibili per una sigla e l’indicazione della frequenza di clock, da adesso i nuovi modelli saranno identificati da un numero che ne indicherà le caratteristiche principali come per esempio la frequenza di clock, la quantità di cache o la frequenza del Fsb. Le altre caratteristiche prevedono un Fsb a 400 MHz, mentre il Thermal design power (Tdp) è di 21 W contro i 24,5 W del predecessore. Le Cpu supportano memorie Ddr a 333 e 266 MHz. Questo è comunque solamente il primo passo per Dothan, dato che entro al fine del 2004 è prevista l’introduzione di modelli più potenti, ma soprattutto di una nuova piattaforma chiamata in codice Sonoma. Oltre alle versioni dei processori con Fsb a 533 MHz, faranno parte di Sonoma il chipset Alviso e la sezione wireless Calexico 2 in grado di supportare le tre versioni (a,b e g) dello standard 802.11. Abbiamo potuto verificare le prestazioni del Pentium-M “Dothan” mettendo alla prova il notebook Asus M6700NE, il primo modello ad adottare il nuovo processore Intel. E proprio grazie a questa Cpu, qui nella versione 755, cioè con una frequenza operativa di 2 GHz, questo portatile rappresenta attualmente il massimo ottenibile in termini di prestazioni. Come tutti i modelli Dothan, il microprocessore ospita 2 Mbyte di cache al 2° livello (1 Mbyte in più rispetto alle precedenti versioni Pentium M), la piattaforma sfrutta il chipset Intel 855PM e una memoria di sistema di 1 Gbyte. Nel caso fosse necessario ampliare la Ram per poter utilizzare programmi molto complessi, M6700NE può comunque essere espanso a un massimo di 2 Gbyte. Le prestazioni sono le migliori rilevate sinora con la suite MobileMark2002. Il valore relativo alle performance è infatti il più alto, mentre per quanto riguarda l’autonomia offerta dalla batteria da 4400 mA/H a 8 celle, può considerarsi nella media. Il prezzo del notebook è relativamente elevato, ma è giustificato dal costo della nuova Cpu Dothan: in quantità di 1.000 pezzi, la versione 755 a 2 GHz viene venduta a 637 dollari, mentre le versioni meno potenti 745 e 735, a 1,8 e 1,7 Ghz, hanno un costo, rispettivamente, di 423 e 294 dollari. La prova completa del notebook è pubblicata sul numero di Giugno di PC Magazine, che sarà in edicola a partire dal 20 maggio.

Autore: ITespresso
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