Download musicali legali in aumento

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L’ultimo rapporto Pew cita una flessione nel P2p legale. In concomitanza con il successo delle piattaforme in stile iTunes

Nella catena di supermercati statunitensi 7-Eleven, i consumatori potranno acquistare musica digitale: nel carrello della spesa, insieme ai generi alimentari, fanno il loro ingresso anche i brani musicali per il player Mp3, scaricabili direttamente dallo scaffale. Ecco un esempio pratico del successo del download legale di musica online: le piattaforme di download come iTunes di Apple o Msn music store di Microsof t, in un anno hanno raddoppiato i brani musicali scaricati. Certo queste canzoni poi vengono, a loro volta, scambiate dagli utenti anche nel file sharing (illegale). E arriviamo ai dati di Pew Internet and American Life Project: il progetto però li interpreta con le “pinze”, e cioè affermando che nelle inchieste di questo genere gli utenti a volte mentono, timorosi di incorrere in questioni legali. I dati di Pew Internet and American Life Project segnalano una flessione nell’uso del file sharing: il P2p, sotto attacco nelle crociate delle Major (Riaa e Mpaa in prima fila), inizia a far paura. Nell’ultimo rapporto Pew risulta che gli utenti americani utilizzano meno il Peer to peer, ricorrendo invece con maggiore frequenza ai music store legali. I servizi di download a pagamento sono saliti dal 24% al 43%. Il 27% degli utenti americani tuttavia ottiene file musicali grazie a vie alternative al file sharing: per esempio il 28% via email da amici o conoscenti. In tutto esiste un 48% di vie alternative al P2p, che spaziano dall’Im all’email e ai blog: secondo il progetto di ricerca però non esiste un vero declino delle piattaforme Peer to peer, quanto un timore a confessarne l’uso. Rimane comunque interessante il dato che registra il boom dei download legali. Infine il 42% degli intervistati nella ricerca sostiene che le attuali politiche repressive siano inefficaci; e affetma che punire i singoli utenti non sia utile, mentre per la metà degli utenti i responsabili sono i produttori di sistemi P2p. Per chi desidera approfondire l’argomento, ecco qui il link: www.pewinternet.org/pdfs/PIP_Filesharing_March05.pdf .

Autore: ITespresso
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