DRM. Lupo cattivo o cappuccetto rosso?

Aziende

Un importante rapporto sul DRM ripropone la questione della tutela dei diritti dei consumatori

MUNICH (GERMANY). L’associazione INDICARE (the Informed Dialogue about Consumer Acceptability of DRM Solutions in Europe) punta il dito sul rapporto fra i diritti dei consumatori e le metodologie di Digital Rights Management. Lo studio dimostra che gli interessi degli utenti non sono sufficientemente considerati nel settore del DRM. Le posizioni più deboli, secondo INDICARE, sarebbero quelle delle biblioteche, dei ricercatori e del mondo dell’istruzione. Ciò che si chiede in maniera chiara e incisiva è la realizzazione di forme di utilizzazioni libere proporzionate alla pervasività delle tecniche di DRM. Con queste ultime, infatti, si può impedire qualunque tipo di accesso non autorizzato, senza tener conto delle differenti esigenze, per es., fra uno studioso, che è ispirato da finalità di studio, e un pirata, che vuole solamente fare lucro sulla distribuzione illegale delle opere altrui. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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