DRM un vero delirio!

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I sistemi di protezione Mediamax e l’XCP con il "rootkit" utilizzati da Sony non resteranno dei casi isolati

PRICETON (Usa) – I sistemi di protezione Mediamax e l’XCP con il “rootkit” utilizzati da Sony non resteranno dei casi isolati. È proprio la natura del DRM (Digital Rights Management), il sistema di gestione del copyright per la musica digitale, che favorirà lo sviluppo di sistemi anticopia sempre più intrusivi e dannosi per l’utenza. Questa è l’accusa di Ed Felten (in foto), celebre professore di Princeton impegnato da anni nello studio delle tecnologie di protezione del copyright.Felten ha spiegato che la nuova frontiera degli strumenti anticopia sarà la “protezione attiva”. La sua teoria è semplice e inquietante: la maggioranza dei CD in commercio è venduta nel formato CDDA (Compact Disc Digital Audio), leggibile da qualsiasi software e da tutti i lettori in commercio.In questo contesto l’unica arma a disposizione delle major per limitare le operazioni non gradite come la copia, è condizionare le possibilità di accesso al disco.L’unico modo per ottenere questo risultato consiste nell’installare nel computer degli utenti programmi che regolino le modalità di utilizzo al disco. Naturalmente si tratta di una categoria di software del tutto inutile per il consumatore: non offre alcun valore aggiunto, rallenta il PC e ne minaccia la sicurezza: il che costituisce un ottimo motivo per cercare di celare questo genere di programmi agli occhi dell’utente con le varie tecnologie “stealth” disponibili.Il DRM, secondo Felten, si orienterà sempre più verso questa direzione, che è la medesima dei produttori di programmi spyware. Non c’è che dire: una bella prospettiva!

Autore: ITespresso
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