Dsl di terza generazione

NetworkReti e infrastrutture

La tecnologia Vdsl porterà la velocità di connessione a Internet fino a 100
Mbit/s, allo stesso prezzo delle attuali Adsl; già disponibile e largamente
utilizzata in Paesi come Giappone e Corea del Sud, in Italia arriverà al grande
pubblico nei prossimi due anni

Man mano che i servizi tradizionali come la televisione e il telefono diventano digitali e accessibili attraverso Internet e il suo protocollo di comunicazione Ip, la qualità e la velocità della connessione con il provider devono migliorare per fare spazio alle nuove esigenze. Il nuovo obiettivo di mercato delle società di telecomunicazione si chiama ?triple play?: fornire al cliente la connessione a Internet, i servizi telefonici e la pay-Tv attraverso la stessa linea, sfruttando al massimo le possibilità delle nuove tecnologie di connessione per scalzare il predominio della Tv satellitare e del telefono analogico, che usano tecniche più vecchie e meno versatili. Gli interessi in gioco sono enormi, ed è per questo che dai laboratori di ricerca escono una moltitudine di proposte per realizzare connessioni Internet a larga banda sfruttando tutto ciò che può entrare in una casa: dal cavo dell’antenna a quello della corrente elettrica, senza dimenticare quello telefonico e le connessioni radio Wireless. Nulla è stato trascurato: esiste persino una tecnologia per attivare la connessione Internet a larga banda attraverso i condotti delle fogne, sviluppata dall’azienda irlandese Fibrelink in cooperazione con la svizzera Brugg. Tra tutti questi tentativi il più promettente è la terza generazione della tecnologia Adsl, che usa il cavo telefonico per fornire una velocità di collegamento confrontabile con quella di una rete locale Lan. Si chiama Vdsl (Very high bit-rate Dsl), è descritta dallo standard Itu-T G.993.1, e alza la velocità massima in scaricamento della connessione a 52 Mbit/s. Questa prestazione è oltre sei volte maggiore del tetto di 8 Mbit/s delle linee Adsl di prima generazione, spesso limitate a 2 oppure 4 Mbit/s per problemi di qualità e lunghezza, e raddoppia i 25 Mbit/s della linea Adsl2+, che inizia a essere implementata quest’anno dai maggiori provider con offerte a velocità di 20 Mbit/s. Anche la velocità di trasmissione verso il provider si incrementa notevolmente: dagli 800 Kbps massimi della tecnologia Adsl di prima generazione si passa infatti a 16 Mbit/s, con un aumento di velocità di 20 volte. Vdsl permette di regolare quasi a piacimento il rapporto tra la velocità di download e quella di upload, che possono arrivare all’eguaglianza: è per questo motivo che la sigla inizialmente proposta per lo standard, Vadsl (dove A sta per Asymmetric), è stata corretta in Vdsl. La regolazione delle velocità di linea è permessa solo sull’apparato in centrale, che è controllato dal provider telefonico. Lo spettro del segnale copre la banda da 200 KHz a 30 MHz e usa una modulazione che consente di trasmettere fino a 4 bit per ciascun atto elementare di comunicazione (baud), con velocità massime che decrescono con la distanza. Lo standard Vdsl è in sviluppo da tempo. L’avvio della ricerca risale al marzo 1997, con la formazione del gruppo di lavoro Vdsl coalition che ha raccolto i tecnici e ricercatori delle principali aziende di telecomunicazioni e semiconduttori, tra cui Lucent che ha svolto il ruolo di capofila. Il lavoro della Vdsl coalition è stato successivamente raccolto dal gruppo T1E1.4 di Ansi (American National Standards Institute) e infine approvato a livello mondiale dall’ente Itu-T.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore