Due è meglio di uno

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Il "Gameboy" raddoppia… schermo, processore e prezzo.

La console più venduta nella storia dei videogiochi incorona il suo ultimo erede. Il Nintendo DS, succede ufficialmente al Gameboy Advance SP, con un salto tecnologico che nel settore delle console portatili non ha precedenti. La caratteristica più evidente del DS (che sta appunto per Double Screen, “doppio schermo”) è la presenza di ben due display a cristalli liquidi da 3 pollici, entrambi retroilluminati e ad alta risoluzione (256 x 192 pixel a 260.000 colori). Quello principale è posizionato sull’anta mobile dello chassis, mentre il secondo, sensibile al tocco, è sistemato sulla base della console, tra i pulsanti di controllo. Lo schermo secondario, oltre a ospitare le schermate accessorie di ogni gioco (inventari, mappe, opzioni e quant’altro) viene proposto anche come un vero e proprio sistema di controllo alternativo ai tasti e alla croce direzionale. Facendo scorrere lo stilo (integrato nel guscio del DS) sulla superficie del touch screen è infatti possibile controllare l’azione dei giochi predisposti per questa funzione. In alternativa al pennino è possibile usare anche una sorta di anello, ricavato dal cordoncino di trasporto della console, da infilare sul pollice e utilizzare come puntatore. Gli schermi sono brillanti, ben leggibili anche a elevate angolazioni e il touch screen sembra piuttosto resistente ai graffi. Ancora più sorprendente del comparto video è quello audio che, finalmente, offre un vero sonoro stereofonico di grande qualità. Nonostante gli altoparlanti microscopici, il suono è cristallino e privo di distorsioni e si può apprezzare perfino un buon effetto surround (per quanto virtuale). L’hardware audio include inoltre un microfono con capacità di riconoscimento vocale nonché l’immancabile jack per una coppia di auricolari stereo. Il cuore del Nintendo DS è comunque costituito da due processori (ARM a 33 e 67 MHz), uno dei quali dedicato specificamente allo schermo touch screen e alla garanzia della “retro-compatibilità” con i giochi sviluppati per il Gameboy Advance. La nuova console dispone infatti di uno slot anteriore per accogliere le “voluminose” cartucce della precedente generazione, ma anche per ospitare future espansioni dell’hardware. Al multiplayer è dedicata invece la tecnologia “wireless” che consente di connettere tra loro fino a 16 console, in un raggio di circa 20 metri, senza dover ricorrere ai cavi. Verificata anche la buona durata delle batterie ricaricabili al litio, che si attesta sulle 8 ore di gioco, dobbiamo constatare che l’aspetto meno riuscito del DS è probabilmen- te il design. Dalle linee spartane e spigolose (i bordi inferiori dello chassis sono quasi taglienti!) la console ha un ingombro quasi doppio rispetto a quello del Gameboy Advance SP, e il look è tutt’altro che avveniristico. Anche i materiali di costruzione gli conferiscono un aspetto piuttosto economico e “plasticoso”, peraltro a dispetto di una sostanziale solidità. L’ergonomia è soltanto discreta: il posizionamento dei piccoli quattro tasti azione, per esempio, non è ideale per mani grandi, mentre la soluzione del “puntatore ad anello” mal si adatta a mani piccole. Il Nintendo DS è comunque un’ottima console portatile, un concentrato di idee nuove e di tecnologia totalmente dedicato al gioco e proposto a un prezzo tutto sommato onesto.

Autore: ITespresso
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