Due nuove aziende aderiscono a BSA Italia

Aziende

Inaz e Str entrano nel comitato italiano della Business Software Alliance

Due software house ? l’una milanese e specializzata negli applicativi per la gestione delle risorse umane, l’altra mantovana e focalizzata nel settore edilizio ?fanno contemporaneamente il proprio ingresso nel Comitato Italiano di Business Software Alliance. Il 2006 per BSA (Business Software Alliance) si apre con due nuove adesioni al Comitato Italiano: si tratta di Inaz e STR. Entrambe le società sono software house a proprietà interamente italiana e operano in settori B2B. “Infatti, oggi solo chi muove da posizioni ideologicamente avverse ai modelli di business del software commerciale continua a sostenere che proteggere l’opera dell’ingegno significhi difendere solo i profitti delle multinazionali”, commenta Francesca Giudice, Presidente di BSA Italia. “In realtà, l’adesione di realtà imprenditoriali quali Inaz e STR conferma una volta di più che il problema della tutela della proprietà intellettuale e della valorizzazione dell’investimento in ricerca ed innovazione è sentito come basilare per lo sviluppo di un forte settore tecnologico nazionale”. Con sede centrale a Milano, Inaz si avvale di 492 collaboratori, di cui 142 operativi sulla sede centrale di Milano e 350 su una rete di 70 agenzie e punti di assistenza su tutto il territorio nazionale. Il gruppo STR ha invece il proprio quartier generale a Pegognaga (presso Mantova) e sedi operative a Milano, Venezia, Roma e Napoli, in cui opera un team che ammonta complessivamente a 130 professionisti; una solida rete di partner contribuisce a distribuire le soluzioni STR agli operatori del settore edilizio sull’intero territorio nazionale. Tra gli obiettivi principali dell’adesione di INAZ e STR vi è quello di realizzare iniziative di sensibilizzazione dirette ai rispettivi segmenti di utenza sui vari profili di rischio che la pirateria informatica comport a. Entrambe le aziende, infatti, hanno nelle PMI e negli studi professionali il bacino più importante di clientela, ma è noto che questo comparto è anche quello i n cui il fenomeno della duplicazione abusiva è maggiormente diffuso, con oltre il 70% del software installato di natura illecita. La scarsa sensibilità dell’imprenditore e del professionista “medio” verso questa tipologia di illecito è, infatti, aggravata dalla ridotta percezione dell’IT come strumento per migliorare l’efficienza aziendale e la sua competitività; ne è un esempio il fatto che la spesa IT per impiegato in Italia è poco più della metà rispetto alla media europea.

Autore: ITespresso
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