Due sono meglio di uno

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Se si ha l’esigenza di avere un sistema ad alte prestazioni, la potenza combinata di due Cpu è la scelta migliore. Ecco in prova sette modelli di schede madri dual processor

Negli ultimi anni si sta consolidando la tendenza che porta molti utenti ad acquistare sistemi con due Cpu. In condizioni ideali, questi sistemi possono arrivare ad offrire fino al doppio delle prestazioni di un computer a singola Cpu. Malgrado la straordinaria velocità dei moderni microprocessori e i miglioramenti generali della loro architettura, gli incrementi di prestazioni offerti dai sistemi dual processor non sono confrontabili con quelli ottenibili da un semplice aumento della frequenza di lavoro di una Cpu in un sistema a processore singolo. Del resto le principali aziende del settore hanno le idee chiare a riguardo: entro quest’anno, il primo processore con doppio core apparirà sul mercato, semplificando notevolmente la costruzione di sistema multiprocessore. Nei Pc basati su processori Pentium 4, il “dual processing” è in effetti già una realtà: la tecnologia HyperThreading (HT) di Intel usa un’architettura che simula la presenza di due processori in una singola Cpu. Questa è una funzione standard in tutti i processori Pentium 4 di nuova generazione, e può portare ad un aumento di prestazioni anche del 30%, in condizioni particolari. Ciò è dovuto all’ottimizzazione del parallelismo delle pipeline del processore. L’ampia disponibilità di software in grado di sfruttare più di un processore sarà l’elemento chiave per il successo dei processori multi core, dato che i sistemi multiprocessore offrono effettivamente prestazioni elevate se utilizzati con applicazioni adeguate. Il software deve essere in grado di dividere i compiti (task) in thread separati, che verranno poi affidati ai diversi processori. A seconda del livello di ottimizzazione, questi programmi possono così lavorare dal 40 all’80% più velocemente. Il software ottimizzato per sistemi multiprocessore è utilizzato soprattutto in quei settori dove una enorme potenza di calcolo deve essere la norma, come per esempio l’animazione 3d e il rendering (con applicazioni quali Discreet 3D, Studio Max, Maxon Cinema 4D, Newtek Lightwave e Alias Maya). Il video editing è un altro settore in cui la grande richiesta di potenza di calcolo giustifica l’uso di computer a doppio processore. Inoltre i professionisti della grafica sanno bene quanto un programma come Adobe Photoshop sia più veloce quando due processori lavorano contemporaneamente sulla stessa immagine. Per quanti hanno già la necessità di utilizzare un sistema a doppio processore, abbiamo provato in laboratorio alcune schede madri per Cpu Amd Opteron e Intel Xeon. Nella lotta per il primo posto lo Xeon di Intel a 3,6 GHz è di poco superiore all’Amd Opteron 250. Non c’è grande differenza nei prezzi delle Cpu, entrambi si trovano in commercio a un prezzo che si aggira sui 1.000 euro. Entrambi i processori sfruttano un’architettura a 64 bit, dato che Intel ha seguito l’esempio di Amd ed ha esteso l’architettura esistente degli Xeon a 32 bit con registri e istruzioni aggiuntive a 64 bit. Il nome dato da Intel a questa tecnologia è Extended Memory 64 Technology (EM64T), ed è l’equivalente della ben nota tecnologia AMD64 utilizzata nelle Cpu Athlon 64 e Opteron. Le future applicazioni a 64 bit non saranno più veloci di quelle a 32, ma potranno indirizzare più memoria per ogni applicazione, rispetto al limite dei 2 Gbyte dei sistemi a 32 bit. Manca però ancora la versione a 64 bit di Windows, attualmente in fase beta, e soprattutto del software applicativo. Per questo motivo, abbiamo eseguito i test utilizzando la versione standard a 32 bit di Windows Xp, aggiornato al Service Pack 2. L’Opteron e lo Xeon hanno lo stesso tipo di funzioni per il risparmio energetico. I più recenti Opteron adottano la stessa tecnologia “Cool and Quiet” degli Athlon 64, mentre Intel utilizza la funzione Demand Based Switching che riduce la frequenza di lavoro e la tensione di alimentazione del core della Cpu per risparmiare energia. Entrambi i produttori supportano la funzione Data Execution Prevention inclusa nel Service Pack 2 di Windows Xp. Ciò significa che il processore può bloccare aree di memoria per proteggerle da programmi “maligni”, prevenendo i buffer overrun spesso sfruttati da virus e worm per accedere alla Ram. Nelle Cpu Xeon questa funzione è disponibile solo nelle ultime versioni, quelle siglate E0.

Autore: ITespresso
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