E-commerce a due cifre, frodi online in calo

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Il commercio elettronico cresce ma non colma il gap europeo, mentre le frodi
diminuiscono

Serve un click culturale per dare fiducia agli italiani verso il Web. Infatti l’e-commerce cresce, ma non troppo: rimane il divario con gli altri paesi europei. Nel 2007 l’eCommerce italiano supererà i 5 Miliardi di euro con una crescita del 30% rispetto al 2006, secondo le stime d i NETCOMM – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e della School of Management del Politecnico di Milano. Per la prima volta, dopo 7 anni, la crescita è inferiore alla soglia del 40%, anche se superiore a quella degli altri Paesi e di tutti gli altri comparti. Buona la crescita dell’export che aumenta del 22% arrivando a quota 900 milioni di Euro, un’occasione ancora poco sfruttata dal Made in Italy. I viaggi si confermano al vertice della classifica, seguiti da Informatica ed Elettronica di consumo e Assicurazioni. Aumenta la concentrazione del mercato: i primi 20 operatori rappresentano il 77% del mercato. Le frodi online rappresentano lo 0,2% del fatturato del settore, in calo rispetto alla quota già marginale dello 0,5% dello scorso anno.Il 70% degli acquisti avviene oggi con carta di credito, addirittura il 97% nel settore turistico, eppure esistono ancora Italiani che sembrano refrattari all’acquisto online. Manca ancora il ?click culturale? che può consentire di diffondere a livello di massa i vantaggi di questo tipo di transazione e al nostro Made in Italy di conquistare più facilmente i mercati mondiali. Dall’annuale osservatorio condotto da NETCOMM – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e dalla School of Management del Politecnico di Milano con il contributo di CartaSi, eBay e PayPal, emerge un quadro, per certi versi, contraddittori o: da un lato, infatti, i dati sulle frodi dimostrano che è praticamente irrilevante la quota del disconoscimento delle transazioni online da parte dei clienti, dall’altro si registra ancora una certa ingiustificata sfiducia degli Italiani verso questa modalità di acquisto. Chi fa già acquisti online sembra fidarsi sempre di più del mezzo, come dimostra l’aumento dello scontrino medio, ma esiste ancora uno zoccolo duro di Italiani che non lo ha mai neppure provato. Sembra ancora diffuso un problema culturale di sfiducia, nonostante il fatto che il rischio della transazione non andata a buon fine gravi solo sul venditore. Il cliente, infatti, una volta disconosciuta la transazione, sarà comunque rimborsato dell’intero importo che ha corrisposto. ?La crescita significativa che abbiamo riscontrato anche quest’anno non ci avvicina ancora agli altri paesi europei per diversi motivi. – ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di NETCOMM ? Consorzio del Commercio Elettronico Italiano – Sul lato dell’offerta le aziende italiane investono ancora poco in questo canale. Il 50% del fatturato del settore è sviluppato dalle ?Dot.com? iniziative imprenditoriali che sono nate solo online. Ancora poche sono le imprese italiane che investono nella multicanalità sfruttando la potenza del canale online. Spesso la reticenza è legata alla paura di cannibalizzare le reti tradizionali. Le vendite all’estero online crescono ancora (circa il 17% del totale) ma sono concentrate nel turismo ed in misura minore nel settore dell’abbigliamento. Il ritardo nello sviluppo di una offerta più ampia per i mercati esteri porterà, se tale situazione dovesse permanere, ad una riduzione significativa del bilancio commerciale con l’estero. Sul lato della domanda il comportamento degli italiani è ancora lontano da quello degli altri cittadini europei. Oggi la rete è sicuramente il primo media per informarsi prima di un acquisto. L’Infocommerce è diventato una abitudine per gran parte degli internauti, ma le reticenze e le paure legate alla sicurezza in rete ed alla qualità della logistica fanno sì che vi sia un significativo ritardo degli italiani nel fare acquisti online. Il problema della mancanza di fiducia nei sistemi di pagamento online è fenomeno solo italiano. Nel caso di acquisti sui principali siti di commercio elettronico è pressoché impossibile che il numero della carta di credito possa essere visto ad terzi e quindi rubato. Paradossalmente si potrebbe asserire che l’insicurezza è offline, non online. Gli Italiani quindi paiono disponibili a rilasciare al telefono questi dati, a darli nei negozi, al ristorante, persino a spedirli in cartolina, ma ancora non sono disposti a inserire il codice nell’unico luogo dove non può essere visto e copiato, cioè online.” Infine buono anche il quadro dell’export c he cresce sostenuto soprattutto da Viaggi e Moda, icona del nostro Made in Italy nel Mondo

Autore: ITespresso
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