L’e-commerce corre a tripla cifra dal 2009

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L'e-commerce corre a tripla cifra dal 2009
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Le imprese attive nell’e-commerce sfioreranno le 16mila unità nel 2016, in aumento del 165,4% rispetto al 2009. Vince la Lombardia, seguita da altre 5 Regioni. Le stime di Confesercenti

È boom dell’e-commerce e a certificarlo è Confesercenti. L’e-commerce corre a tripla cifra dal 2009: fra le trasformazioni più evidenti c’è l’impennata di imprese dedicate all’e-commerce, che saliranno il 165,4% in più nel 2016 rispetto al 2009 e nel 2025 si attesteranno a 50mila aziende impegnate a vendere online.

L'e-commerce corre a tripla cifra dal 2009
L’e-commerce corre a tripla cifra dal 2009

Oggi i mercanti digitali che si occupano della vendita via Internet sono più giovani della media: 39,7 anni contro 48,2, tanto che la percentuale degli Under 35 anni è il 28,4% (nel commercio al dettaglio è 14,9%), così come più alta è la quota per gli Under 50. Rispetto al complesso del commercio al dettaglio, gli imprenditori dell’e-commerce sono anche più spesso italiani (91,6% contro l’83,6% medio del settore) e uomini (69,6% contro 60,7%).

È forte il gap sotto il profilo geografico: l’incremento dei negozi sul Web – conclude la Confesercenti – “non è equamente distribuito sul territorio. Un terzo delle imprese che vendono via internet è concentrato in sole due regioni: la Lombardia, che nel 2016 dovrebbe raccoglierne quasi 3mila, e nel Lazio (1.840). Seguono la Campania, l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto e la Toscana“.

Nel settore distributivo all’ingrosso e al dettaglio, emerge che nel 2012 le imprese di e-commerce erano per lo 0,9% le più piccole e solo per l’8,7% le più grandi. Nel 2016 le percentuali sono più che raddoppiate: l’incidenza è pari al 2,3% per le aziende minori e al 18,7% in quelle con più di 10 dipendenti.

Nel turismo, l’e-commerce rappresenta oggi il 12,8% per le imprese di minore dimensione e il 71,8% in quelle con 10 addetti e oltre. Nel commercio e nel turismo Internet tocca quasi il 100% nelle aziende di maggiore dimensioni.

In ritardo sono i pubblici esercizi, per i quali la percentuale si ferma al 57,3%. Nelle aziende di maggiori dimensioni e che dispongono di un sito, nel caso dei servizi di alloggio quasi l’80% prevede un servizio di ordinazioni o prenotazioni online.

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