E-commerce in Usa una ripresa dolorosa

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Come inevitabile corollario della rinascita delle-commerce in Usa cadono le agevolazioni fiscali del settore

NEW YORK. Negli Stati Uniti, dopo un breve periodo di crisi, si sta assistendo negli ultimi tempi ad una notevole impennata delle vendite on line, che hanno visto il loro raggio dazione ulteriormente ampliarsi fino a ricomprendere dei veri e propri supermercati di generi alimentari come Freshdirect.com nato poco tempo fa per larea di Manhattan e che mira in breve tempo a servire anche i Queens e Brooklyn con sconti che vanno dal 10 al 35%. Questa grossa ripresa, pero, ha comportato inevitabilmente un rovescio della medaglia costituito dallinvito degli Stati Usa ad estendere la tassazione sulle vendite on line, invito subito accolto da gruppi come Wal Mart e Toys R Us. I grandi colossi del commercio che hanno risposto allappello hanno, quindi, iniziato ad applicare le tasse su 500 milioni di dollari circa di vendite via Internet precedentemente esenti. Loperazione dovrebbe portare un gettito fiscale aggiuntivo di 26 milioni di dollari. Era anche inevitabile che prima o poi il grande paradiso fiscale americano costituito dalle vendite su Internet dovesse finire e non a caso si e atteso il tanto sospirato periodo di risveglio delle-commerce per colpire con la consapevolezza di non arrecare troppi danni. Purtroppo gli Stati americani stanno attraversando un periodo economico difficile con pesanti deficit da ripianare e la mannaia del fisco stava aspettando il momento giusto per abbattersi inesorabilmente sulle transazioni on line. Attualmente gli USA concentrano circa i 4/5 delle attivita di commercio elettronico mondiale per ciascuna delle principali categorie di contrattazione virtuale gli Stati Uniti detengono il 75% dei siti commerciali transattivi, seguiti a lunga distanza dal Canada. La formidabile diffusione del commercio in rete, avvenuta nel Nordamerica trae origine da una specifica forza strutturale le microimprese innovative. La fitta rete di piccole imprese americane di recente costituzione, dotate delle dimensioni ideali per lambiente Internet e in grado di accedere ai mercati mondiali e competervi esattamente come le imprese multinazionali, hanno registrato impressionanti tassi di crescita e di redditivita. Lamministrazione americana era, fino a poco tempo fa, fermamente convinta che nessuna attivita impositiva discriminatoria doveva gravare sul commercio elettronico, cosi come nessun tipo di barriera tariffaria o non tariffaria doveva essere elevata nei confronti degli scambi commerciali elettronici, nel completo rispetto dei principi di tassazione internazionale e difatti nellottobre del 98 era stata varata lInternet tax freedom Act, una legge che ha bloccato – per tre anni – ogni tassa o nuova regolamentazione governativa sul commercio elettronico. Allo stato attuale la legislazione statunitense in tema di e-commerce si sostanzia fondamentalmente in tre documenti legislativi di primaria importanza e cioe lUniform Computer Information Transaction Act (UCITA), lUniform Electronic Transaction Act (UETA), e lElectronic Signatures in Global and National Commerce Act. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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