E-commerce, l’Italia ha un decimo dei volumi del Regno Unito

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E-commerce, Italia ha un decimo dei volumi della Gran Bretagna
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I volumi italiani dell’e-commerce si fermano a un decimo di quelli inglesi.
L’Italia ha metà dei siti Internet aziendali del Portogallo. E un
italiano su tre non ha mai navigato in Rete

Sono in aumento gli italiani che si rivolgono all’online (13%) come canale preferito per le spese natalizie, perché più veloce e immediato ma anche per l’ampia gamma della scelta. Tuttavia, l‘Italia è ancora indietro nell’e-commerce: il nostro Paese presenta un decimo dei volumi del Regno Unito. Per ogni euro investito in Italia sull’e-commerce, nel Regno Unito se ne spendono 10. Fabio Vaccarono, country manager di Google Italia, afferma che la proporzione è di uno a dieci, mentre l’Italia ha la metà dei siti aziendali del Portogallo, non proprio un campione di export.

E-commerce, Italia ha un decimo dei volumi della Gran Bretagna
E-commerce, Italia ha un decimo dei volumi della Gran Bretagna

Lo spread digitale dell’Italia con il resto d’Europa, si misura anche nel divario infrastrutturale, ma anche culturale. Nella banda larga, l’Italia è fanalino di coda in Europa. Secondo i dati di Eurostat di ieri, il 32% degli italiani non ha mai navigato in Rete: l’Italia ha fatto progressi dal 2006 quando il 59% del campione italiano affermava di non aver mai utilizzato Internet, ma rimana distante dalla media Ue, dove solo il 18% dei cittadini europei dice di non avere mai usato il Web. Peggio dell’Italia, fanno solo Romania (39%), Bulgaria (37%) e Grecia (33%). I Paesi più connessi sono invece Danimarca (solo il 3% di cittadini mai connessi), Lussemburgo (4%), Olanda (5%) e Gran Bretagna, Svezia e Finlandia (6%).

Secondo Nielsen, lo sviluppo dell’e-commerce penalizza la grande distribuzione: le catene distributive hanno in Italia un tasso di penetrazione dello 0,5% contro il 3,3% della Francia.

Ma il ritardo italiano non stupisce Confindustria digitale: l’Italia soffre di un gap di 25 miliardi di euro in investimenti in IT. Insomma, per spingere l’export italiano, bisogna puntare sull’e-commerce: ma servono più banda larga e più competenze digitali.

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