E finita lera dei pirati musicali in rete!

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Con una straordinaria decisione, la Corte Distrettuale della Columbia ha stabilito che la società di telefonia americana Verizon deve fornire il nome di un utente che ha scaricato circa 600 brani musicali protetti dalle leggi sul diritto dautore.

Con una straordinaria decisione, la Corte Distrettuale della Columbia ha stabilito che la società di telefonia americana Verizon deve fornire il nome di un utente che ha scaricato circa 600 brani musicali protetti dalle leggi sul diritto dautore. Scende il terrore sui pirati musicali. Questi ultimi, infatti, hanno intuito immediatamente che lunica arma con cui si potevano difendere dalle leggi (ovvero lanonimato) è appena crollata con questa sentenza. La vicenda iniziale è alquanto risalente nel tempo. Il 24 luglio 2002, infatti, la RIAA (che rappresenta la maggior parte delle case discografiche americane) ha citato in giudizio la Verizon, allo scopo di farle rivelare il nome di un pirata musicale che, attraverso il servizio di peer-to-peer KaZaA e i network della società telefonica americana, avrebbe scaricato una lista di circa 600 canzoni protette. Nella citazione, la RIAA ha fornito non solo lelenco delle canzoni in oggetto, ma anche il numero IP dellutente pirata e addirittura il calendario di tutti i download effettuati (giorno e ora). La Verizon ha cercato di contestare (nel merito) leccezionale richiesta, ma invano. Il giudice John Bates, della Corte Distrettuale della Columbia, ha ordinato alla società telefonica americana di rivelare il nome del pirata musicale, in applicazione della sezione 512(h) del famoso Digital Millennium Copyright Act. Siamo di fronte, dunque, a una radicale presa di posizione dei titolari dei diritti dautore, che utilizzano precisi strumenti legislativi per la lotta alla pirateria. Inoltre, non si può non sottolineare la vittoria (ancora una volta) del DMCA. Questa legge, risalente al lontano 1998, si è rivelata un efficacissimo strumento di tutela, capace di disciplinare (nel territorio americano) la quasi totalità delle violazioni del copyright perpetrate in rete. A questo punto, si può fondatamente dire che lera dei pirati musicali è inevitabilmente in declino (soprattutto se si considera che i giudici americani reclamano la propria giurisdizione anche a fenomeni di pirateria, collegati a siti web residenti in tutto il mondo). [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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