E-government 2012: la Pa italiana volta pagina?

Autorità e normative

Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato

Brunetta mette sul piatto 1,38 miliardi di euro per digitalizzare la Pubblica Amministrazione, di cui 241 milioni di euro solo per il “pianeta scuola“.

Il progetto è ambizioso, ma funzionerà a tappe, con gli obiettivi di risparmiare sui costi, migliorare l’efficienza, accorciare le distanze tra cittadini e istituzioni.Assinform scommette sul nuovo piano di e-government, anche come manovra anti-ciclica per innescare la ripresa economica. Unico nèo (ma non da poco): non si parla quasi mai di open source, su cui invece punta l’Amministrazione Obama negli Usa

Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini ha aperto un proprio canale su YouTube e ha annunciato le materie per la seconda prova dell’esame di maturità, con un video online, prima di andare in Tv. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, dopo la caccia ai fannulloni e dopo aver svelato gli emoticons (stile Web 2.0) agli impiegati modello per spingere sulla meritocrazia, ha presentato E-government 2012. Un progetto ambizioso:1,38 miliardi di euro per digitalizzare la Pubblica Amministrazione, di cui 241 milioni di euro solo per il “pianeta scuola“.

Il piano E-gornment 2012 vuole far risparmiare sui costi, migliorare l’efficienza, accorciare le distanze tra cittadini e istituzioni. Tre sono le mete: dematerializzazione documentale (per dare l’addio alla carta); scuola digitale; Voip nelle università.

10.700 scuole italiane (dove oggi manca tutto: dalla carta igienica a quella per le fotocopie) saranno informatizzate in maniera capillare, grazie a cinque progetti: Scuole in rete, per collegare via Internet e Wifi tutte le sedi scolastiche e le classi; Didattica digital e, centrata sugli e-content e sui libri di testo online; Anagrafe scolastica nazionale, per monitorare la dispersione scolastica, attraverso un osservatorio nazionale; Compagno di classe, per portare in aula un Pc dedicato alla scuola;Servizi scuola-famiglia via web, per digitalizzare i servizi amministrativi e accorciare le distanze nelle comunicazioni scuola-famiglia. Entro giugno saranno distribuiti 3300 lavagne elettroniche e Pc, in 1100 scuole selezionate.

I cinque interventi nella scuola costeranno 241 milioni di euro, di cui 128 per il collegamento in Rete: 37 milioni sono già a disposizioni, gli altri da reperire.

I progetti avverranno a tappe forzate.

I progetti-pilota sono stati condotti in collaborazione con Microsoft Italia. ScriveeWeek Europe: “In base alle misurazioni effettuate in seguito da NetConsulting, si è potuta stimare una riduzione dell’80% nei tempi di produzione e di circa 500mila euro all’anno nei costi, rispetto ai processi esistenti nella fase pre-pilota“.

Forse siamo alla svolta dell’e-government italiano. Scuola e Pa verranno innovate dall’Itc: Assinform già scommette sul nuovo piano di e-government:

si tratta di una manovra anticiclica e di innovazione del paese, a patto che segua alcuni criteri:tempi certi di spesa e di attuazion e, su progetti prioritari. Insomma, un approccio pragmatico.

Potenzialmente il Piano – afferma Ennio Lucarelli di Assinform – che ambisce a raggiungere l’obiettivo di avere in Italia un sistema di e-government diffuso ed efficiente nel 2012, può funzionare da manovra anticiclica per contrastare la crisi in atto e stimolare nel Paese un circolo virtuoso, con la creazione di domanda qualificata di infrastrutture tecnologiche avanzate e sviluppo d’innovazione informatica sul territorio”. “A patto che – mette le mani avanti il Presidente di Assinform – i finanziamenti destinati ai progetti vengano reperiti e spesi in tempi brevi su progetti ben mirati in modo da garantire risultati concreti”.

Speriamo che l’e-government italiano non finisca come altre promesse del passato: un servizio di eccellenza nel Deserto dei Tartari. Il sistema-Italia dovrà benefeciarne tutto, senza che l’eccellenza faccia dimenticare il minimo garantito. In un’Italia, terz’ultima nella Ue per connettività, spaccata in due dal Digital Divide , l’e-government non deve diventare un servizio per pochi fortunati. Ma un’opportunità a disposizione di tutti.

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