E-government: coinvolte le banche, ma non basta

Autorità e normative

L’obiettivo è consentire a cittadini e imprese di accedere ai servizi pubblici attraverso gli sportelli e tutti i canali innovativi del settore bancario

Come e’ noto il 19 febbraio il presidente dell’ABI, Corrado Faissola, ed il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, hanno firmato a Roma un protocollo d’intesa che rafforza la collaborazione con il settore bancario in vista della partecipazione dell e banche italiane al Piano e-Government 2012 e al progetto Reti Amiche.

L’obiettivo e’ consentire a cittadini e imprese di accedere ai servizi pubblici attraverso gli sportelli e tutti i canali innovativi del settore bancario. Grazie alla partecipazione delle banche italiane, che l’Abi si impegna a promuovere, la relazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini potrebbe avvalersi di una rete presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale con oltre 32 mila sportelli, quasi 42 mila ATM (Automated Teller Machine), 28 milioni di carte Bancomat, piu’ di 1,1 milioni di POS (Point of Sale), che raggiunge 12,2 milioni di cittadini col canale telematico dell’home banking e oltre 750 mila imprese grazie all’infrastruttura del Corporate Banking Interbancario.

Indubbiamente il vantaggio di ritirare un proprio certificato anagrafico presso un ATM e’ notevole, ma rimangono alcuni dubbi da chiarire. Sappiamo bene che le banche questi servizi non li rendono gratis ed allora quale sara’ l’effettivo costo sia diretto che indiretto dei cittadini ?

L’accordo richiede uno sforzo organizzativo delle banche non indifferente per cui e’ naturale pensare ad un beneficio che le banche otterranno come contropartita a tale servizio. Ma non sono chiari i termini di tale beneficio.

Condivido pienamente l’ idea di utilizzare i canali innovativi delle banche per fornire servizi ai cittadini, ma dov’e’ finito l’originario progetto di e-government dove era la pubblica amministrazione che doveva fornire direttamente servizi on line ai cittadin i? Gli organi centrali assicuravano il back-office, mente gli enti locali rappresentavano il front-office.

Purtroppo inizio sempre piu’ a pensare che questo piano di e-government 2012 si configuri come un correttivo del famoso piano del 2000 che nasceva come un ottimo piano in via di principio, ma poi ha dovuto fare i conti con la dura realta’ e con i pesanti retaggi di una vecchia concezione della burocrazia difficili da superare.

Caro Ministro Brunetta, le banche possono essere un tramite, anche molto valido, ma il motore dell’e-government deve essere la pubblica amministrazione, altrimenti non andiamo da nessuna parte.

[ StudioCelentano.it ]

Autore: ITespresso
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