E-Government: l’Italia concede un contributo di 2 milioni di euro per i paesi in via di sviluppo

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Lo ha reso noto il Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie.

Lucio Stanca e Mark Malloch Brown, amministratore dell’UNDP, il Programma dell’ONU per lo sviluppo, al termine di un incontro al Palazzo di Vetro di New York hanno annunciato un contributo di 2,3 milioni di dollari, ossia 2 milioni di euro, del Governo italiano al Programma per lo Sviluppo dell’UNPD allo scopo di promuovere l’applicazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) alla Pubblica amministrazione dei Paesi in Via di Sviluppo. Le risorse verranno assegnate al Thematic Trust Fund dell’UNDP, specifico per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, attingendole a quelle dell’iniziativa Italiana di e-Government per lo Sviluppo, lanciata dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla Conferenza internazionale sull’e-Government di Palermo (aprile 2002). Con questa iniziativa, ha spiegato il ministro Lucio Stanca, l’Italia mette a disposizione dell’ONU la propria esperienza tecnologica ed organizzativa in una materia delicata come quella dell’e-Government per lo sviluppo, che abbiamo già avviato in diversi paesi, tra cui Mozambico, Giordania, Nigeria, Tunisia e Albania. Nel ringraziare il ministro Stanca per il contributo dell’Italia, Mark Malloch Brown ha spiegato che le risorse verranno usate per sostenere la realizzazione del buon governo (good governance) nei Paesi in Via di Sviluppo, aumentando così l’efficienza e la trasparenza della loro azione amministrativa, ma anche il monitoraggio delle operazioni e transazioni del governo pubblico. Un accordo per l’uso di questi fondi è in discussione e sarà firmato dall’Italia con l’ONU proprio al Forum mondiale sulla Società dell’Informazione-WFIS, promosso dalla stessa organizzazione internazionale a Ginevra per dicembre 2003.

Autore: ITespresso
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