È la volta buona di Google nel social networking?

AziendeMarketingSocial media
Social network Google+

Dimenticate i passi falsi Google Buzz e Google Wave, ma anche di Orkut (che ha avuto successo solo in Brasile). Adesso Google vuole finalmente (ri)partire con il piede giusto nel social networking. E lo fa con Google+ che si legge Google Plus, un servizio in fase di test e che intende sfidare Facebook con i Circles, le cerchie di amicizie più intime (invece degli amici generici e indistinti del social network rivale) e altri nuovi strumenti di messaggistica e ricerca declinati al social. Il punto di forza è la scommessa sull’Open Web invece che sul concetto di “giardino recintato”. Vediamo come funziona e le opinioni delle società di analisi

Il servizio, che si integrerà con le mappe e le immagini di Google, cerca di aiutare le persone ad organizzare con semplicità i contatti sociali con i gruppi di amici.  Google+ ha varie chance di rivelarsi davvero una buona idea, dopo il patteggiamento di Google Buzz (a causa di problemi privacy) e dopo il flop di Google Wave. Soprattutto perché parte anche con un’ app di Google+ per Android che sembra combinare funzioni di altre app in una sola. E visto che Android conta 500 mila attivazioni al giorno, Google+ ha una base solida di potenziali utenti da cui salpare. Vediamo le caratteristiche di Google+.

L’home page di Google+ è di fatto la rampa di lancio delle quattro funzioni principali che compongono Google+: Circles, Stream, Huddle e Foto. Scavalcando il concetto di condivisione di messaggi di status e foto con gli amici, Google Plus punta a cambiare il modo in cui condividiamo e comunichiamo, perché scommette sull’Open Web e non sul “giardino recintato” (walled garden).

Circles consente di condividere selettivamente con alcuni gruppi di persone. Basta creare un nuovo circolo, aggiungere i contatti e si possono  condividere quello che si desidera solo con quel gruppo di persone. E’ il modo di Google di conferire più valore alla parola “amici”, ridonandole quel senso d’intimità perduto nell’era dei social network. Anche se assomiglia alle liste di Facebook, la differenza è che non è un giardino recintato. Per aggiungere qualcuno che non è un utente di Google+ al “cerchio” posso farlo via email e questa persona potrà comunque vedere ciò che voglio condividere.

Sparks è una sezione dedicata a news video e post di blog su argomenti definiti da voi. Consente di discutere di questi argomenti con altre persone. Rispetto ai feed di Facebook (che contengono cose inserite da altre persone), Sparks, invece, utilizza un algoritmo per trovare informazioni rilevanti su quell’argomento da un numero di fonti quasi infinito. Qui Google sfrutta la potenza del suo algoritmo di ricerca, declinandolo in chiave social.

Hangouts si presenta come uno spazio di incontro online con video live che può includere fino a 10 persone. Progettato per permettere alle persone di uscire e rientrare, passare per caso, o organizzare meeting programmati, è uno spazio “aperto”.

Sul versante Mobile, l’utente può sempre aggiungere la sua posizione o evitare di farlo. Con Instant Upload è possibile caricare istantaneamente le foto e pubblicarle in album privati, mentre con Huddle si possono comunicare istantaneamente con un gruppo selezionato di persone, ovvero con un “cerchio”, direttamente dal proprio dispositivo mobile. Attualmente, l’app di Google+ esiste solo per Android, ma una versione iOS arriverà presto.

Google+ con le Cerchie di amicizie intime
Google+ con le Cerchie di amicizie intime

Delle ambizioni social di Google parliamo da mesi, da quando si fece largo l’idea di Google Me, poi di Google Circles e infine di Google Social Hub. Solo pochi giorni fa Eric Schmidt, ex Ceo di Google, ha ammesso non solo che “chiaramente sapevo di dover fare qualcosa e ho fallito nel farla“, ma che hamandato all’aria tutta l’impresa del social networking.

Ora a riprendere le fila è il nuovo Ceo (e co-fondatore di Google) Larry Page, che ha già legato il bonus dei dipendenti sullo stipendio al successo del bottone social di Google +1, la recente iniziativa social che il motore di ricerca utilizza per sfidare il bottone “Mi piace” di Facebook.

Ma è con Google+ che riparte la sfida di Google a Facebook. L’iniziativa permette di riprodurre sul web interazioni affini a quelle del mondo reale: “Oggi le relazioni tra le persone avvengono sempre più spesso sul Web. Tuttavia, le sfumature e la concretezza delle interazioni della vita reale si perdono nella rigidità degli strumenti online. Sotto il profilo puramente umano, la condivisione online è inefficace. Inadeguata, addirittura. Il nostro obiettivo è risolvere questo problema“. Completano Google+ il nuovo motore di ricerca (Spunti) permette di ricercare su hobby e passioni, un sistema di video chat (Videoritrovi) e opzioni mobili a partire da un’applicazione (Huddle) per la messaggistica per inviare brevi messaggi ad una data cerchia di amicizie. Il social network  di Google scommette sulla privacy e sull’ecosistema Google, anche nel Mobile (con un’app per Android).

Vediamo che cosa pensano le società di analisi della mossa di Google+. Forrester Research ritiene che per Google sarebbe stato un “suicidio” sfidare Facebook direttamente, mentre ha capito che deve partire da una nicchia per lanciare il guanto al rivale: in questo contesto Google+ può aspirare a diventare un “piccolo successo“, utile per allargare il mercato dell’advertising. Oggi Facebook cattura il 13% del tempo trascorso online dagli utenti, contro il 10% di Google.

Altimeter Group osserva che Google parte dai contatti delle email: il più grande network è infatti la nostra rubrica indirizzi che usiamo su Gmail. A un’esperienza incoerente e disconnessa, Google ora consente di rimetterla in circolo in un’ottica omogenea e – appunto – circolare e social. Bloomberg nota che il titolo di Google ha guadagnato il 2.3%, mentre quest’anno perdeva il 17%. Anche Wall Street ritiene che Google abbia rimesso a posto i pezzi del puzzle in modo da non temere troppo Facebook, il cui Ceo Mark Zuckerberg ha appena superato Larry Page e Sergey Brin i Google fra gli uomini più ricchi dell’hi-tech (Fonte: Forbes).

Dì la tua in Blog Café: Office 365 e Google+

Google+ sfida Facebook
Google+ sfida Facebook
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore