e-learning

Aziende

La formazione via web

La formazione sempre stata un fattore importante allinterno delle aziende. Con lavvento dellinformatica questa esigenza diventata sempre pi rilevante, mancando moltissime nuove figure professionali e personale qualificato per le nuove tecnologie. Secondo studi di Idc, le-learning, cio il mercato della formazione erogato via internet, oppure tramite extranet o intranet, avr una decisa diffusione nei prossimi anni, sia in Europa che nel resto del mondo. La formazione del personale , infatti, oggi considerata essenziale per la competitivit e per la stessa sopravvivenza e di una impresa. Formazione, per, in senso lato, perch per gli esperti importante considerare le-learning come uno strumento in pi allinterno del mercato della formazione e non come alternativo ad altri sistemi. Le modalit attraverso il quale viene trasmesso linsegnamento sono essenzialmente due di tipo sincrono, cio con il rapporto diretto con listruttore, oppure in modalit asincrona, senza contatto diretto con il docente. Quanto possa essere interessante laspetto formativo ci viene anche da una indagine realizzata nel 2000 da una societ americana, Capital Works. Solamente il 25% dellapprendimento avviene in modo formale e strutturato con corsi preparati ad hoc. Il 75% della preparazione professionale avviene, invece, in modo informale, direttamente sul lavoro. Un approccio, questultimo, sicuramente importante, che potrebbe essere maggiormente coadiuvato da una formazione strutturata.

Anche in Europa, le imprese si stanno accorgendo delle molteplici possibilit offerte dalle-learning che, oltre a contribuire alla formazione del personale, consente un consistente risparmio delle spese. Il tasso di crescita previsto del 51%, superiore quindi a quello mondiale, ma lEuropa, in questa fase, un po indietro rispetto a Stati Uniti e Canada, dove il settore rappresenta un mercato ormai maturo. Un mercato decisamente interessante, comunque, che potrebbe fatturare quasi 4 miliardi di euro nel 2006 in Europa. E lItalia? Anche la nostra crescita dovrebbe essere consistente. Dagli appena 29 milioni di euro del 1999 dovremmo arrivare a sfiorare i 300 milioni nel 2006 con un tasso di crescita medio annuo del 59%. Oggi le-learning ancora la cenerentola allinterno del settore formazione. Le aziende italiane spendono complessivamente nella formazione circa 2,6 miliardi di euro, le-learning rappresenta quindi appena l1% del totale della spesa, ma potrebbe diventare, secondo lanalisi Idc, il 10% nel 2006. Un balzo considerevole, molto pi realistico di quanto fatto precedentemente, quando gli analisti davano una crescita ben pi consistente, forse drogata dalleccezionalit del periodo 1999/2000, che ha visto il mercato it crescere in maniera esponenziale.

In Italia si verificata una fortissima frammentazione del mercato. Lofferta di e-learning viene divisa tra ben sei diverse tipologie di operatori pure player, aziende la cui attivit interamente occupata dallerogazione di formazione on line; societ di formazione tradizionale con offerta di e-learning, cio quelle aziende che hanno ampliato le proprie proposte avvalendosi giustamente delle nuove tecnologie; business school, strutture legate al mondo universitario; societ di consulenza, a livello direzionale, organizzativo e di processo, che usano le-learning per lintegrazione dei contenuti e dellinfrastruttura applicativa delle aziende it; content provider, editori oppure imprese multimedia che realizzano contenuti e corsi online; societ ict, che hanno al loro interno specifiche divisioni dedicate alla formazione. Non sempre la divisione cos netta e alcune aziende possono far parte di una o pi categorie. Questa frammentazione del mercato stata favorita dallentrata nel settore di attori che nulla avevano a che fare con la formazione, aiutate anche dalla mancanza di normative specifiche. probabile che in futuro si assister a una diminuzione degli operatori, a favore di coloro che possono avvalersi di una esperienza consolidata nella formazione, in grado di investire considerevolmente per essere competitivi sul mercato. Nonostante le difficolt, gli analisti sono comunque certi che le-learning conoscer una crescita importante, come le previsioni evidenziano. Come sempre, essendo un settore ancora giovane, deve trovare un proprio equilibrio, che possa anche aiutare il cliente, cio lallievo o lazienda che deve usufruire del servizio, a scegliere, tra le molte offerte, ci che realmente valido.

La catena del valore della formazione costituita da cinque fasi, che vanno dalla scelta dei contenuti per rispondere alle esigenze del cliente fino alla valutazione finale, eventualmente corredata da un certificato di partecipazione. Le fasi sono uguali sia per la formazione tradizionale che per quella via internet, solo che in questo secondo caso, la delivery, che avviene presso il cliente o nelle aule della societ che eroga la formazione, avviene in modo virtuale. Cambia il paradigma delle metodologie didattiche e lallievo diventa il centro stesso dellapprendimento, che pu essere autonomo, oppure con un rapporto interattivo virtuale con il docente, ma anche con altri soggetti, grazie alle chat e ai forum, strumenti oramai familiari alle persone, che dovranno diventare ancora pi fruibili e facilmente accessibili a tutti. Laspetto pi interessante sicuramente rappresentato dalle societ di formazione tradizionale, che hanno saputo cogliere le opportunit delle nuove tecnologie e hanno alle spalle il necessario know how per affrontare anche questa nuova sfida. Hanno completato la loro offerta, che precedentemente comprendeva solo la formazione tramite manuali, o attraverso laula con la presenza di un insegnante (Ilt, Instructor-Led training), con quella denominata Tbt (Technology-based training) che si avvale di e-learning, ma anche di cd, videotape e satellite video broadcast. Anche se abbiamo visto che levoluzione nei prossimi anni sar principalmente orientata proprio sulle-learning. Ci a cui stiamo assistendo la diffusione di aziende in grado di offrire una formula completa, con il supporto di partnership, per esempio con un content provider per la preparazione dei contenuti. Altre realt, invece, stanno specializzandosi solo su alcuni segmenti della formazione. Sui contenuti, oppure sulla realizzazione delle piattaforme o la fornitura dei servizi connessi.

La diffusione delle-learning strettamente legata alla capacit delle aziende di fornire un prodotto di facile accesso e qualitativamente valido. Un errore in tal senso potrebbe provocare la disaffezione del cliente e il suo allontanamento. Importantissimo, per esempio, evitare barriere tecnologiche o procedure troppo lunghe e complesse, che vengono recepite male dallallievo e gli fanno perdere tempo. Il caso tipico la navigazione lenta, le doppie e triple autenticazioni, molti plug in da scaricare… Tutto questo non invoglia la gente, anzi. Molto spesso questi problemi non vengono presi in considerazione, perch considerati minori, ma sono quelli pi avvertiti invece dallallievo. La prima cosa da tenere presente lusabilit del web, senza inutili intoppi e lentezze di qualsiasi genere. La connettivit uno dei fattori a rischio anche se esistono tecnologie che consentono velocit di trasferimento dati molto elevate, spesso nella realt ci si affida ancora a modem a 56k. Esiste ladsl come la fibra ottica, connessioni che consentono di essere sempre collegati e avere una velocit rilevante. Ma ladsl in Italia non presente su tutto il territorio, ancora meno lo la fibra ottica. evidente che la diffusione delle-learning viaggia in compagnia di queste tecnologie, che permettono streaming di buona qualit. A questo si aggiunga che le soluzioni debbono garantire lintegrazione con i diversi sistemi informatici. Lofferta attuale non risponde ancora a questo problema e molte soluzioni purtroppo sono chiuse e permettono, al massimo, lesportazione in alcuni formati tradizionali, come Excel o file di testo. Anche dal punto di vista dei contenuti vi sono alcuni problemi. In primis, la standardizzazione della loro gestione. A livello internazionale qualcosa si sta muovendo e sta prendendo piede lo Scorm (Shareable courseware object reference model), nato dallunione di diversi standard e oggi sempre pi utilizzato dal mercato. Lo Scorm si attiene a tre regole, che consentono lutilizzo del corso su pi ambienti e con diversi prodotti. Secondo tale standard bisogna basare il corso su specifiche Xml; necessario definire le specifiche per lambiente operativo, che prevedano un Api, un modello di contenuti per Lms (Learning management system) e quanto serve per il lancio dei contenuti stessi. Terzo punto, definire specifiche comuni per la creazione di metadata per corsi e contenuti. Lo standard utile non solo ai fornitori di Lms, ma anche a quelli che realizzano soluzioni di Lcms (Learning content management system), e oltretutto consente linteroperabilit tra di esse, permettendo a chi fornisce Lcms di integrare i propri prodotti con alcune soluzioni Lms, maggiormente rodate essendo da pi tempo sul mercato. LLcms, secondo la definizione di Idc, un sistema che crea, immagazzina, assembla e distribuisce contenuti di e-learning personalizzati attraverso learning object, cio singoli elementi autoconsistenti di un processo formativo, che includono contenuti e valutazione con specifici obiettivi e con metadati che li descrivono e facilitano il loro utilizzo nella creazione dei corsi. Le due tecnologie, per quanto simili nel nome, sono in realt differenti tra loro. LLms ha un approccio centralizzato registra gli studenti, eroga il corso e verifica i progressi degli allievi. previsto anche un test iniziale per indirizzare lo studente al corso pi consono alle sue capacit. Lo Lcms, invece, si basa maggiormente sui contenuti, assegnando alla persona singola il contenuto di cui ha effettivamente bisogno, grazie ai learning object. Il vantaggio di entrambe che possono essere integrate luna nellaltra, mettendo a disposizione una capacit formativa estremamente elevata. Una ulteriore possibilit, soprattutto per le piccole medie imprese che non possono dedicare risorse interne alla formazione, potrebbe essere laffidarsi a un asp (application service provider), una modalit non ancora molto diffusa, ma che potrebbe diventare realt con la diffusione della banda larga.

Autore: ITespresso
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