ANALISI
È qui la festa?
Racconto e interpretazione Scattare foto a caso non basta. Se si vuole qualcosa di più che descriva quella festa, quella manifestazione, quell’avvenimento, bisogna prevedere un racconto per immagini. Una serie di fotografie che prendano per mano chi le guarderà e lo introducano e accompagnino nell’avvenimento. Come in ogni racconto è necessaria un’introduzione, uno svolgimento, un finale. L’introduzione può essere una serie di foto del luogo dove la sagra si svolge. Lo svolgimento può essere suddiviso in temi: i partecipanti, il pubblico, i gonfaloni, il campanilismo e così via. Il finale può essere un’immagine simbolo, in cui sono racchiusi gli elementi significativi, o anche una malinconica e felliniana immagine del dopo festa. Un racconto per immagini può richiedere lo spostamento del fotografo da un punto di ripresa all’altro. Ma si può anche raccontare l’avvenimento sempre dal medesimo punto di vista. Dal balcone di una casa, che dia sul teatro della manifestazione, si può riprendere la strada vuota, prima dell’inizio, poi l’accorrere della gente, i singoli partecipanti, le persone affacciate ai balconi e alle finestre e così via fino allo svuotarsi del luogo. Sagre, mercatini, avvenimenti folkloristici possono anche servire da pretesto per scattare foto d’effetto, che non descrivono, né documentano l’avvenimento, ma ne danno una personalissima interpretazione. È il caso di certe foto mosse, deliberatamente sfocate per creare pure macchie di colore, zoomate in movimento, controluce dal contrasto estremo. L’unico freno che il fotografo si deve porre, in questi casi, è il buon gusto. Questo, purtroppo, non si impara in un manuale di fotografia.
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