È ritornato il comma Ammazza-blog

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Contro DDL ammazza-blog

Ci sono emendamenti e commi che hanno corsi e ricorsi storici. A volte ritornano, come il comma Ammazza-blog: l’obbligo di rettifica entro 48 ore, su semplice richiesta

Già passato alle cronache come il comma ammazza-blog, l’articolo contestato del testo originario del Ddl Alfano sulle intercettazioni è riapparso nella bozza di riforma del ministro Severino. Tale e quale. A volte ritornano: come per l’emendamento Favca o la Delibera AgCom, esistono tentativi di “imbavagliamento del Web” che, sebbene ritirati sotto cori di critiche, riemergono, nei corsi e ricorsi parlamentari, come fiumi carsici.

Si tratta dell‘obbligo di rettifica entro 48 ore per ogni sito Web sulla base di una semplice richiesta da parte di chi si sente leso. La bozza Severino del 13 aprile 2012 riprende l’art. 28 dell’ex DDL Alfano spostandolo all’Art. 25: “Per i siti informatici, ivi  compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla  richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di  accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”.


L’anno scorso Wikipedia Italia, per scongiurare l’approvazione in Commissione del testo originario nella sua formulazione ammazza-blog, decise di auto-oscurarsi, per tornare online solo quando venne disinnescato il comma, grazie all’intervento del parlamentare Cassinelli. Anche questa volta c’è tempo per le modifiche, i partiti potranno hanno tempo fino al 4 maggio per sottoporre le loro proposte.

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Autore: ITespresso
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