E’ stato approvato il decreto ammazza file-sharing (sara’ davvero la fine?)

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Dopo tante polemiche il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto
legge recante interventi urgenti in materia di beni ed attivita’
culturali.

ROMA. Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 12 marzo 2004 n. 149 ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, e del Ministro per i beni e le attivita’ culturali, Urbani, un decreto-legge che dispone interventi finanziari urgenti a sostegno dell’attivita’ cinematografica, con innovazioni procedurali ed individuazione di finanziamenti straordinari al fine di sostenere la ripresa del settore con positivi riflessi anche sul versante occupazionale. Sono state, inoltre, previste misure sanzionatorie mirate a rendere effettiva la tutela dei diritti d’autore, che colpiscano penalmente la condotta di coloro che, perfini commerciali, scambiano file protetti dal copyright, riservando la sola sanzione amministrativa a chi scarica i file per uso personale. Per rendere effettive tali disposizioni sono state introdotte alcune previsioni relative alla collaborazione tra service provider e autorita’, in un rapporto di preziosa sinergia ed in conformita’ alle norme gia’ vigenti in materia di e-commerce. Dopo tanto parlare e dopo anche la dura reazione del Ministro Urbani la scorsa settimana per la mancata discussione del provvedimento, finalmente il Consiglio dei Ministri ha approvato questo decreto legge recante interventi urgenti in materia di beni ed attivita’ culturali. La novita’ tanto discussa del decreto e’ rappresentata dall’intenzione di colpire duramente non solo chi diffonde al pubblico per fini commerciali o comunque di lucro, mediante il sistema di file sharing, opere cinematografiche o assimilate protette dal diritto d’autore, ma anche chi scarica i files incriminati per uso prevalentemente personale. Come e’ noto il file sharing letteralmente significa condivisione di file e si realizza concretamente attraverso la messa a disposizione reciproca da parte di tutti gli utenti che si collegano ad un determinato server, di alcuni files presenti sul disco fisso. Questi files, quindi, possono essere tranquillamente scambiati tra gli utenti che decidono di aderire a tale sistema. Il piu’ famoso programma di file sharing e’ stato sicuramente Napster, i cui guai giudiziari sono ben noti a seguito dell’intervento delle case discografiche, ma bisogna riconoscere che dopo Napster sono sorti tanti altri sistemi che si fondano sulla stessa tecnologia come: WinMX, Morpheus, Gnutella, Kazaa (che sfrutta la rete di Morpheus) e Aimster, Netbrilliant, Imesh, Scour Exchange, Wrapster. Questi sistemi sono molto piu’ evoluti e permettono di condividere non solo file mp3 ma qualsiasi tipo di file audio, video, .xls, .doc, .txt, etc. Conosciamo, benissimo le guerre che si sono scatenate in campo internazionale contro la diffusione di mp3 musicali tramite la Rete e che hanno visto le major discografiche impegnatissime e non sempre vincenti nell’intento di criminalizzare il file sharing. Ma giunge inaspettato questo provvedimento d’urgenza che con il pretesto di favorire e promuovere lo sviluppo dell’attivita’ cinematografica criminalizza, risolvendo cosi’ immediatamente l’annosa querelle internazionale, l’uso del file-sharing attraverso un’operazione ormai molto diffusa nel nostro ordinamento che consiste nell’inserimento di nuove fattispecie di rilevanza penale ed amministrativa nell’ambito di preesistenti previsioni normative. In particolare le disposizioni interessate sono state il comma 2 dell’art. 171-ter della legge n. 633/1941 con l’inserimento della lettera a-bis) che prevede una nuova tipologia di reato (rappresentata dalla diffusione al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file tra utenti, un’opera cinematografica o assimilata protetta dal diritto d’autore, o parte di essa, mediante reti e connessioni di qualsiasi genere) e l’art. 174-ter della stessa legge con l’inserimento di due commi che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie e non a carico di chi fruisce dell’opera cinematografica tramite il sistema di condivisione dei files e di chi pone in essere iniziative dirette a promuovere o incentivare queste pratiche illecite.

Autore: ITespresso
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