Ecco a voi Spim, lo spam di nuova generazione

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Gli spammer sono passati all’instant messaging per spacciare materiale
pubblicitario e pornografico.

Secondo un recente studio, mentre lo spam tradizionale continua la sua inarrestabile crescita, l’instant messaging spam, altrimenti detto spim, rappresenterà quasi il 5% del traffico totale di IM sulle reti pubbliche entro la fine dell’anno in corso. Lo studio, condotto da Radicati Group, società di analisi e ricerche di mercato californiana, rivela che il cosiddetto spim è destinato a triplicare, passando dai 400 milioni di messaggi del 2003 ai 1,2 miliardi nel 2004. Sembra una cifra risibile rispetto ai 35 miliardi di messaggi indesiderati previsti per quest’anno, ma gli analisti fanno notare che il tasso di crescita dello spim è tre volte superiore a quello del suo precursore. “La ragione per cui lo spim sta prendendo piede è molto semplice: i soldi e il “mercato” vanno dove va la gente” commenta Robert Mahowald, analista di IDC. “L’IM è solo un altro canale, ma la gente sta cominciando ad utilizzarlo sempre più spesso”. Si stima che i messaggi a contenuto pornografico rappresentino circa il 70% del totale, seguiti dal tipo “puoi vincere due miliardi”, che rappresentano il 12%, poi pubblicità di prodotti (9%) e messaggi finanziari (5%). La maggior parte dei messaggi si compone di un’unica riga e contiene un link. Il software di instant messaging permette agli utenti lo scambio di messaggi e documenti da un computer o un telefonino: trai ipiù utilizzati quello di Microsoft, Yahoo o AOL. Lo spim è più insidioso dello spam, perché i messaggi vengono aperti automaticamente quando l’utente si collega, rendendo decisamente difficile l’ignorarli. Comunque, pur essendo il fenomeno in fase di crescita, gli analisti non ritengono che possa arrivare ad eguagliare lo spam, in termini quantitativi. Principalmente perché i messaggi IM vengono veicolati dai server di una sola società, il che rende più facile monitorare e bloccare le “attività sospette”. Le email, invece, viaggiano attraverso una serie di diversi provider e server prima di arrivare a destinazione.

Autore: ITespresso
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