Ecco come rendere sicure le stampe

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Lo racconta l’agenzia europea Enisa in un report realizzato per le imprese del Continente

È stato da poco reso pubblico il report “Stampe sicure nelle imprese europee”, realizzato dall’Enisa (Agenzia europea per la sicurezza delle reti e delle informazioni) e destinato a una divulgazione in tutti i paesi dell’Unione Europea. Rendere sicura una stampa significa assicurare che le periferiche siano controllate e che i dati stampati o trasmessi restino confidenziali, coerenti e disponibili in base ai loro livelli di autorizzazione.

Dopo tutti gli allarmi seguiti alle notizie di cronaca di questi ultimi tempi (dati su fondi pensione americani e inglesi trovati nella spazzatura, documenti della polizia britannica pieni di informazioni personali trovati a Middlesbrough), l’agenzia europea ha voluto fornire la propria risposta con raccomandazioni a tre livelli (da quello di base, per tutte le aziende, al più elevato, pensato per le organizzazioni che lavorano su più siti) e con una lista di diciotto punti di controllo.

Al primo livello, viene raccomandato di definire il ruolo e le responsabilità di ciascuno in rapporto alle periferiche di stampa, nonché di piazzare le macchine in zone sicure, tenendo sotto controllo le stampe in rete. Al secondo livello, l’Enisa consiglia di attivare un meccanismo di audit e controllo delle stampe, di autenticazione degli utenti (via codice Pin, per esempio) e di definire un livello di sicurezza che permetta a un numero limitato di utenti di stampare documenti sensibili su dispositivi sicuri. Infine, l’ultimo stadio prevede di attivare la crittografia delle stampe memorizzate su un server centrale o sulla stampante, aspettando l’arrivo dell’utente autorizzato a stampare.

La lista dei punti di controllo consente a ciascun dirigente di vedere dove si situa la propria impresa nella gestione e nella politica di sicurezza delle proprie stampe. Al punto 1, si parla di definizione di una politica di circolazione e gestione dei documenti (autorizzazione per il personale a stampare, fotocopiare e archiviare in funzione del livello di sicurezza dei documenti). Al punto 18, l’azienda è spinta a considerare la strategia di sicurezza riferita al singolo dipendente. Fra i due estremi, si parla di protocollare le stampanti aziendali, la loro tipologia, le avarie o i furti subiti, verificare il livello di sorveglianza attuabile, controllare il flusso di stampa e i relativi report, avviare una politica di comunicazione interna e regolare la presenza di visitatori in azienda. Con questa iniziativa, l’Enisa spera di sensibilizzare le imprese europee e consentire loro di adottare soluzioni in linea con le specifiche dimensioni e localizzazione.

Autore: ITespresso
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