Ecco perché Google chiude Reader

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Ecco perché Google chiude Reader

Gli eccessivi costi della privacy hanno convinto Google a cancellare Reader

Google è da giorni nell’occhio del ciclone per aver deciso di mandare in pensione Google Reader. Secondo All Things D, Google ha rinunciato all’aggregatore RSS, perché era riluttante a creare uno staff e un’infrastruttura necessaria per gestire eventuali problemi legali e di tutela privacy legati al servizio Google Reader. Gli alti costi della Privacy hanno convinto Google a cancellare Reader.

Non vale la pena accollarsi gli eccessivi costi della Privacy finché un servizio non conta almeno 100 milioni di utenti. E non vuole svenarsi Google, che ha già pagato una multa salata da 7 milioni di dollari per la gaffe della privacy nel caso dello “spionaggio (involontario) degli hotspot WiFi” con le Google car, usate per riprendere le immagini a 360 gradi per il servizio Google Street View.

Ogni team deve essere affiancato da uno staff in grado di gestire la privacy degli utenti. Ma, secondo fonti anonime, non sempre il gioco vale la candela: Google Reader non aveva un project manager o un ingegnere a tempo pieno dedicato al suo sviluppo. Numerosi utenti però si chiedono perché Google, invece di chiudere il servizio, non potrebbe cedere Reader a terze parti, ma l’integrazione con altre Google Apps, renderebbe più semplice il taglio del servizio. Ma l’ex product manager di Reader, Nick Baum, dichiara ad ATD:Penso che se un prodotto consumer presso Google non fa soldi, e dunque non raggiunge la soglia dei 100 milioni di utenti, in fondo non vale niente“. Le pulizie di primavera hanno banali motivazioni economiche. E per gli utenti di Google Reader, è un boccono – forse ancora più amaro- da mandare giù.

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Autore: ITespresso
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