Ecco perché Google è stata condannata: privacy carente

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Il Giudice Oscar Magi, che ha condannato Google a causa di un video di cyber-bullismo, afferma che il Web non è una prateria dove tutto può essere permesso

Sono uscite le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Milano ha condannato Google per il video di cyber-bullismo ai danni di un ragazzo Autistico. Il verdetto di condanna a Google afferma che “Sul Web non tutto è permesso“.

Il Giudice Oscar Magi nega che possa esistere una “sconfinata prateria del Web” dove nulla sia vietato. Il giudice ha trovato la privacy carente; inoltre Google Video è inciampato nello sfruttamento commerciale del video.

In altre parola un’offesa su un muro non costituisce un reato per il proprietario del muro (ma solo per chi scrive); ma lo sfruttamento commerciale spariglia le carte.

Le 111 pagine di motivazioni illustrano che “esistono, invece, leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi; obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una penale responsabilità”.

Google condannata a Milano
Google condannata a Milano
Autore: ITespresso
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