eCommerce: crescita a due cifre, nonostante il digital divide

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Il primo trimestre 2010 registra un incremento delle vendite del 16% dei siti italiani, ma i problemi legati alla banda larga rischiano di frenare un settore con ampi margini di miglioramento

Le previsioni di ripresa, dopo il pessimo 2009, erano state più rosee di quanto la realtà non si sia poi rivelata: ma in Italia c’è un mercato che non solo ha ripreso a camminare, ma ha l’andatura spedita di chi non sembra volersi fermare nel medio termine. Fuor di metafora il mercato in questione è quello del commercio elettronico B2C, analizzato dall’Osservatorio eCommerce B2c NetComm della School of Management del Politecnico di Milano: i numeri dicono che il primo trimestre ha registrato una crescita a doppia cifra (16%), considerando il totale delle vendite realizzate dai siti italiani, rispetto allo stesso periodo del 2009, anno che si chiuse con una flessione del 2%. La crescita è trasversale e riguarda diversi comparti, dall’informatica ed elettronica di consumo (23%) all’editoria e audiovisivi (19%), dall’abbigliamento (51%) al turismo(23%) e assicurazioni (17%).

Le ragioni di questo trend vanno ricercate non solo nella leva prezzo, storicamente importante per i potenziali acquirenti, ma anche in una evoluzione della “cultura digitale”, che da un lato ha indotto i merchants ad adattare le proprie offerte ai nuovi canali (web e mobile), dall’altro ha contribuito ad educare gli utenti alle nuove dinamiche di Internet, dove la ricerca di informazioni sui prodotti può avvenire in tempo reale e con una possibilità di confronti potenzialmente infinita. Nonostante tutto questo, l’Italia rimane ancora ben lontana dagli altri paesi europei per quanto riguarda la propensione all’acquisto online: solo il 12% degli italiani ha concluso almeno una transazione su Internet, contro il 65% dei Paesi nordici e una media europea del 42%.

Esiste una ragione per un così ampio divario: quel digital divide che è ormai diventato un freno allo sviluppo di servizi ed economie Web-based. Allo stato attuale solo il 45% delle famiglie italiane è raggiunta dalla banda larga (9,7 milioni più 1,3 milioni di utenti mobile); in ambito aziendale le connessioni veloci raggiungono il 67% delle imprese sul territorio italiano (95% delle grandi imprese, solo il 56% delle pmi), ancora troppo poco per poter rappresentare una forza decisiva di crescita tecnologica e commerciale legata al Web. Oggi come oggi Internet è considerato ancora un canale quasi esclusivo per le comunicazioni con enti e uffici pubblici, con la Pubblica amministrazione e le banche; ancora non si è invece consolidato un modello di business equivalente alla filiera tradizionale del canale (venditore/fornitore/cliente) per ragioni che in parte sono dovute proprio al digital divide (5,4 milioni di utenti non hanno accesso alla banda larga), in parte a quella cultura digitale che mostra alcune lacune importanti dal lato delle aziende che offrono prodotti.

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