Edge, un passo importante verso la terza generazione

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Numerose compagnie telefoniche adottano un nuovo standard che sembra facilitare lo sviluppo e l’erogazione di servizi destinati a interessare
gli abbonati Gsm, quasi un miliardo di utenti sparsi in tutto il mondo

La nuova frontiera della telefonia mobile è rappresentata dalla cosiddetta “terza generazione” (3G), ovvero dall’Umts, il sistema di telecomunicazione mobile universale che consente di trasferire contenuti informativi multimediali e che da qualche tempo sta muovendo i suoi primi passi anche in Italia. L’Umts rappresenta la naturale evoluzione delle reti Gsm, che offrono a tutt’oggi connettività e servizi a quasi un miliardo di utenti dislocati in 195 paesi, una fetta assai considerevole (circa il 70%) del mercato delle telecomunicazioni su rete mobile. In realtà, obiettivo dei provider di tutto il mondo è quello di traghettare la propria clientela dal Gsm all’Umts nel modo più indolore possibile, evitando cioè di creare disagi dovuti per lo più alla mancanza di copertura di rete, come è già capitato, nel nostro paese, ai primi abbonati della compagnia 3, e facendo invece il possibile per garantire affidabilità e vantaggi derivanti dall’uso del servizio. In questa linea di pensiero si inserisce la ricerca tecnologica che ha portato all’implementazione di servizi “2.5G”, ossia a metà tra passato e futuro. E, in questo contesto, svetta Edge, la tecnologia progettata come evoluzione del Gsm per la trasmissione di dati ad alta velocità, che oggi entra prepotentemente alla ribalta degli scenari evolutivi delle major del settore e si inserisce in misura coerente con le innovazioni introdotte con l’avvento dell’Umts. Nato come costola avanzata del Gprs, lo standard Edge, acronimo di Enhanced Data rates for Gsm Evolution, consente di ottenere un aumento delle attuali prestazioni di rete, la cui resa si aggira attorno ai 40 Kbit/s, dalle tre alle cinque volte in più, per un ammontare complessivo, quindi, che parte dai 120 Kbit/s e che, a regime, si spera arrivi a toccare anche i 200 Kbit/s. L’Umts, pur raggiungendo velocità nominali dell’ordine dei 384 Kbit/s, è ancora scarsamente diffuso e nelle zone di minore copertura le prestazioni decadono: si può quindi comprendere quanto vicine siano le due tecnologie e quanto comune sia la strada da percorrere per lo sviluppo di entrambe al servizio della comunità. Un’intuizione, questa, colta già da qualche tempo dagli operatori del settore, e che sembra oggi finalmente avere una sua giusta applicazione concreta.

Autore: ITespresso
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