Effetti economici disastrosi per leditoria tecnica e specializzata

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Il Decreto esclude dalle tariffe postali agevolate le riviste con meno del 60% di abbonati

LOn. Bonaiuti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per lEditoria, mentre il 27 novembre proponeva al Parlamento la proroga delle tariffe postali agevolate e dichiarava che la proroga si è resa necessaria in seguito agli sviluppi del mercato. Si è infatti valutato che non sussistono ancora le condizioni per modificare il regime vigente senza che ciò comporti un serio pregiudizio per lintero sistema e in particolare per leditoria minore, settore che il governo ha sempre considerato una ricchezza indispensabile allapparato produttivo del nostro Paese, nel medesimo giorno firmava il Decreto (n. 294 pubblicato il 2 gennaio dalla Gazzetta Ufficiale) che esclude dalle tariffe postali agevolate (cioè le tariffe che da sempre vengono applicate ai giornali ed ai periodici per sostenerne la spedizione) le riviste che non hanno almeno il 60% di copie pagate dagli abbonati. Con questo provvedimento Bonaiuti decreta la chiusura di molte riviste tecniche e specializzate, che costituiscono il tessuto connettivo dellinformazione e dellaggiornamento per intere categorie del mondo produttivo, commerciale, scientifico, della ricerca e dei servizi. Gli effetti economici del provvedimento sono disastrosi per questi periodici, che sono realizzati da redattori e giornalisti altamente specializzati i costi di spedizione infatti eroderanno, fino ad annullare, i margini economici delle pubblicazioni poichè la tariffa che verrà applicata è superiore del 150% a quella finora in vigore e tale aumento, considerata la generale crisi del mercato pubblicitario, non può essere ribaltato sui ricavi della pubblicità. Questi prodotti editoriali, del tutto simili per natura e dignità a quelli che continuano ad usufruire delle tariffe agevolate, sono penalizzati a motivo della diffusione prevalentemente gratuita e garantita e vengono esclusi dal sostegno dello Stato che dimentica che le PMI – ossatura vitale del nostro sistema economico – trovano in queste riviste specializzate e di nicchia il più importante, se non lunico, veicolo di comunicazione nel mondo della produzione e del business. Il Governo penalizza queste riviste, le esclude dal proprio sostegno e le include in una categoria nella quale sono inseriti anche i giornali pornografici. Lo strabismo del Governo diventa così cecità assoluta. LAnes, che raggruppa circa 200 Editori di oltre 800 testate tecniche e specializzate, a sostegno delle proprie ragioni illustrate più volte ai Funzionari, ai Parlamentari ed ai Membri del Governo, tra cui lOn. Bonaiuti da cui aveva avuto rassicurazioni, ricorrerà al Tribunale Amministrativo Regionale ed alla Commissione competente dellEuropa perchè questa iniqua discriminazione venga impedita a salvaguardia della categoria di Imprenditori che rappresenta, dei loro dipendenti e collaboratori e di tutto il Paese che si informa, si aggiorna e cresce con i periodici tecnici e specializzati.

Autore: ITespresso
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