Effetto Wikipedia, decade il comma ammazza-blog

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Wikipedia blocca gli account mercenari

I blog sono salvi: non è passato il comma che voleva mettere il bavaglio alla blogosfera, graie allo sciopero di Wikipedia. L’obbligo della rettifica vale solo per le testate

La rettifica è arrivata. C’è voluto uno storico “sciopero di Wikipedia“, ma l’enciclopedia libera fondata da Jimmy Wales ha avuto la meglio: ha scongiurato che il comma ammazza-blog ipotecasse la libertà in Rete. L’obbligo di rettifica entro 48 ore si limiterà alle testate registrate, e non varrà per la blogosfera. I blog sono salvi. Wikipedia aveva lanciato l’allarme “autocensurandosi“: aveva infatti nascosto i contenuti, spiegando i rischi legati al DDL Intercettazioni. Wikipedia in lingua italiana rischiava infatti “di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando“, come illustrato nel comunicato. La protesta contro il comma 29 del Ddl, ha impedito il varo dell‘obbligo di rettifica entro 48 ore per i blog amatoriali (pena una multa da 12.500 euro), grazie alla protesta di Wikipedia e di tutta la blogosfera contro il disegno di legge sulle intercettazioni. Ora però rimane in piedi il DDL Intercettazioni, e si parla anche di carcere per i giornalisti. Le dimissioni da relatrice della Commissione Giustizia da parte dell’onorevole Giulia Bongiorno, testimoniano la frattura fra Opposizione e maggioranza. La Rete ha esorcizzato il varo del comma ammazza-blog, ma il DDL Intercettazioni rimane in piedi. E getta un’ombra lunga sulla libertà di stampa in Italia. Il sito Avaaaz.org ha lanciato una petizione online contro la “Legge bavaglio”.

Contro DDL ammazza-blog

Autore: ITespresso
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