Eito 2004: cifre e prospettive

Workspace

L’edizione 2004 segnala una nuova fase di crescita per il settore delle
tecnologie dell”informazione e della comunicazione (Ict).

Il mercato ICT dell’Europa occidentale dovrebbe crescere di 3,1 punti percentuali nel corso del 2004, cifra ben superiore ai 0,8 punti realizzati nel 2003. Francia e Germania dovrebbero continuare a essere sotto la media europea, mentre la Spagna è indicata come il paese con il più alto tasso di crescita. Dopo la contrazione del 2003, il mercato IT dovrebbe tornare ad un trend di crescita positivo, con una spesa in crescita del 2,4% per un totale di 294 milioni di euro. Secondo il rapporto EITO, il mercato delle telecomunicazioni europeo crescerà del 3,8% nel corso del 2004, per un valore di 317 milioni di euro. In particolare sarà forte crescita per quanto riguarda le connessioni broadband che entro il 2007 avranno triplicato il loro numero arrivando a 62 milioni. A livello mondiale, la spesa ICT dovrebbe raggiungere i 2.160 miliardi di euro, il 4,3% in più ripetto ai 2.071 miliardi spesi nel 2003. I servizi di comunicazione rappresenteranno il 42% del mercato totale, il software e i servizi IT il 29%, l’hardware il 15%. Il mercato Europeo rappresenterà il 30% del totale, quello degli Stati Uniti il 32% e il mercato giapponese il 12%. Le regioni più dinamiche in termini di incremento di fatturato saranno l’Asia e la Cina in particolare a livello mondiale, mentre in Europa sarà quella centro-orientale, che vivrà una crescita del 8,1%, pari a 42 miliardi di euro, o al 6,4% del mercato globale europeo. Alberto Tripi, presidente di Federcomin, ha commentato: Il Rapporto EITO 2004 contiene un messaggio importante poiché indica che il settore dell’ICT è entrato in un ciclo di ripresa internazionale dopo tre anni di incertezza. Questo dato coincide con le analisi dell’Osservatorio Federcomin che prevede per il 2004 una crescita media intorno all’1,7%. Sotto questo aspetto l’Italia è allineata al trend europeo, anche se resta molta strada da fare per diffondere l’innovazione tecnologica nelle imprese e nella scuola. Resta il fatto che in uno scenario di turbolenze economiche e finanziarie, c’è un pezzo importante di Italia industriale che genera occupazione e contribuisce a sviluppare l’efficienza del Paese. Auspico che il prossimo Presidente di Confindustria sappia interpretare e accelerare in tutte le sedi questa spinta di modernità.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore