Elementare… o quasi

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La nuova versione del programma di elaborazione video promette una maggiore facilità d’uso,ma c’è ancora molta strada da fare

Per anni Adobe è stata fra i leader incontrastati nel settore del montaggio video professionale, grazie a Premiere, un programma potente e versatile disponibile sia su PC sia su Mac. Tuttavia questa posizione si compromise quando il capo progetto di Premiere lasciò l’azienda per andare a lavorare a un progetto “segreto” (un software di video editing innovativo) per Macromedia, e subito dopo si trasferì in Apple con buona parte del gruppo di sviluppo dando vita così a Final Cut. Da allora, lo sviluppo di Premiere perse la bussola… ma non tutto il male viene per nuocere: alla ricerca di nuovi sbocchi, Adobe finalmente si accorse dell’esistenza del mercato video amatoriale. Questo portò alla nascita della prima versione di Premiere Elements che era, francamente, scoraggiante: il programma somigliava a un Premiere mutilato di parte delle funzioni, per evitare che i professionisti potessero usarlo per lavorare. L’interfaccia era quella, complicatissima, del programma professionale, e le aggiunte pensate per il videoamatore erano misere (in pratica, l’unica realmente utile era la capacità di masterizzare DVD). Ovviamente ci attendevamo molto da questa nuova versione. Le nostre attese sono state in parte soddisfatte, in parte deluse. L’interfaccia è stata sì migliorata, ma solo nel senso che ora è più ordinata: le innumerevoli finestre che spuntavano sullo schermo, in modo disordinato, sono state ridotte di numero i comandi sono stati accorpati e ora si agganciano fra loro e si ridimensionano automaticamente. La schermata iniziale lascia comunque un effetto di disorientamento, con ben sei riquadri che occupano tutto il video; con un po’di lavoro sugli accorpamenti e sulle preimpostazioni disponibili, però, si riesce a ottenere un “tavolo di lavoro” sufficientemente comodo. Ora ci sono controlli diretti per variare i parametri base del video (Luminosità, Contrasto, Tinta) e per applicare al volo dissolvenze e rotazioni (comode per girare di 90 gradi i video fatti con il telefonino). Diverse altre migliorie sono state introdotte nella fase di acquisizione, ora possibile da varie fonti di segnale (per esempio registratori di DVD, alcuni videofonini Nokia, fotocamere digitali e anche telecamere DV con interfaccia USB al posto della classica Firewire). Elements è ora in grado di catturare tutto il contenuto di un video, dividendo automaticamente le scene e inserendole in ordine nel progetto. Altra area che ha subito decisi ritocchi è quella della creazione di DVD. Per prima cosa, ora sono supportati i DVD doppio strato, e quindi si possono creare filmati fino a 4 ore. È possibile usare audio Dolby (stereo o multicanale) e creare menu animati di cui vengono forniti alcuni modelli. Nella fase di montaggio, sono stati migliorati diversi dettagli, dalla gestione dell’audio direttamente dalla timeline (la barra del montaggio in cui si gestiscono sia le clip video sia quelle audio), alla maggiore versatilità dei controlli per le fotografie, che ora possono essere trattate alla stregua dei videoclip. Molto gradita anche la presenza dell’annullamento multiplo: il programma mantiene una “storia” delle modifiche effettuate, ed è possibile tornare indietro, togliere passaggi, scambiare operazioni fra loro. Insomma, la potenza non manca di certo. Rispetto ai concorrenti diretti della stessa fascia di prezzo (Pinnacle Studio 10, Magix Video DeLuxe, Apple iMovieHD) mancano alcune funzioni molto gradite ai videoamatori, come il montaggio automatico, o il supporto per l’HD (alta definizione). Soprattutto, la curva di apprendimento non è semplice, e non consente al videoamatore di imparare a usare rapidamente il programma senza che le difficoltà lo scoraggino.

Autore: ITespresso
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