EMC è in gran forma e sta comprando bene

Management

In Italia gli obiettivi sono una crescita nei servizi e nel settore delle PMI con l’aiuto dei partner

“Un’azienda in gran forma e che fa utili”, così si è presentata EMC alla terza edizione di EMC Consilium, l’appuntamento tutto italiano di EMC con partner e clienti. Nino D’Auria, direttore generale di EMC Italia, parla di un fatturato atteso per il 2005 di 9,63 miliardi di dollari che dovrebbe portare nelle casse aziendali un profitto di 1,24 miliardi, con una crescita del 43 % rispetto al 2004. Evidentemente le acquisizioni fanno bene (“EMC sta comprando bene e con raziocinio”), non intaccano la salute economica e sostengono le quote di mercato. Infatti D’Auria ricorda i più recenti report di IDC. Nell’area dei sistemi esterni su disco, nel secondo trimestre del 2005, per l’ottavo trimestre consecutivo, EMC ha rafforzato la sua quota di mercato per fatturato, mantenendo il primo posto in ognuno dei principali segmenti del mercato, compresi RAID esterno, storage di rete, Open/iSCSI SAN e NAS. Nel segmento NAS, la distanza tra EMC e il secondo classificato, Network Appliance, è aumentata di cinque punti percentuali e la quota di mercato nel trimestre ha superato il 40%. Stesso discorso anche per il software. EMC, che guida la classifica, nel secondo trimestre ha raggiunto una quota di mercato del 30,6%, aumentando quindi il vantaggio nei confronti dei concorrenti di oltre 10 punti di share, concorrenti del calibro di Symantec Veritas, IBM e HP. In particolare anche nel segmento Backup/Archive, EMC con il suo 13,5% ha accorciato le distanze dal leader del segmento (Veritas ha più del 39%), dopo IBM e prima di CA. La componente software ha una rilevanza fondamentale nella strategie di Information Lifecycle Management (ILM) permettendo di aggiungere “intelligenza” nell’infrastruttura. L’offerta software di EMC comprende una ampia gamma di prodotti, ma la richiesta del mercato si sta spostando sempre più verso i servizi. Ed EMC che si considera la settima software house mondiale asseconda queste esigenze e anche in Italia si impegna a crescere in questo segmento: “Stiamo iniziando a fare cose complesse presso i nostri clienti. C’è richiesta di consulenza e servizi su diverse problematiche”, continua D’Auria. Per sua struttura poi il mercato italiano è popolato di PMI. Nei primi sei mesi di quest’anno EMC ha acquisito tramite i suoi partner 50 nuovi clienti, aziende con meno di 250 dipendenti e 50 milioni di fatturato. L’obiettivo dichiarato di D’Auria è di arrivare a 140 a fine anno. Ma, secondo Roberto Sortino, Technology Officer dell’azienda, EMC sta diventando una “Information Infrastructure Company”. Le aziende escono da una fase caratterizzata dell’integrazione delle loro risorse, e già si devono occupare di virtualizzarle sia a livello di storage che di server e devono tener conto dei costi inerenti ai rischi della non compliance. Per uscirne esiste la tecnologia (Invista per virtualizzare le SAN, Rainfinity per le NAS,VMware per i server). Ma servono anche i servizi. In Italia non è prevista per il momento una divisione vera propria come in altre realtà EMC. Si sta però pensando di radunare capacità e funzioni nell’area servizi per offrire alle aziende utenti anche un approccio consulenziale oltre che Express Solutions.

Autore: ITespresso
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