Enciclopedia Britannica solo online, stop alla carta

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Dopo aver lanciato la versione digitale per tablet, la storica Enclopedia Britannica sarà solo sul Web. Addio alla carta, dopo 244 anni di storia

L’enciclopedia Britannica preferisce l’online alla carta. Forte di 244 di storia prestigiosa, l’Encyclopaedia Britannica volta pagina nell’era del Web. E non dovrebbe fare scalpore, visto che “digital and online first” (letteralmente: “prima online e versioni digitali”) è ormai un imperativo per tutto il mondo cartaceo, messo alle corde dalla velocità di Internet. Ma per la Britannica dobbiamo fare una parentesi, perché il rapporto con l’online delle enciclopedie non è stato facile, soprattutto a causa del “fenomeno Wikipedia”. Fu Nature anni fa a sdoganare l’accuratezza di Wikipedia con un ormai “storico” articolo che paragonava l’enciclopedia liberia (online, fondata da Jimmy Wales) proprio con la Britannica: e, apriti cielo, la pubblicazione di Nature divise il mondo fra “tecnofili”, amanti del crowdsourcing, e chi prediligeva ancora la cara vecchia carta. Il mondo della co-partecipazione orizzontale, di Wiki e della condivisione online, contrapposto all’ovattato “regno degli specialisti”.

Sembrano passati “secoli” da quell’articolo di Nature. Da allora Wikipedia è decisamente “sdoganata”, è una fonte (da controllare, come tutte le fonti) in genere affidabile, realizzata grazie a “quella cultura alternativa di San Francisco che ha costruito una versione libertaria, non mercantile, di Internet, e a cui si abbeverano tutti gli opinionisti del Web e della carta, senza distinzioni. Ma soprattutto il successo di Wikipedia permette oggi anche all’Enciclopedia Britannica di non aver più timore a dire che è l’ora di passare all’online dando l’addio alla carta.

Con i suoi 32 volumi stampati, 140 mila articoli, la società editrice della Britannica volta le spalle al cartaceo: ormai genera l’85% dei ricavi con le vendite online. E di recente ha lanciato la versione digitale per tablet. La versione per tablet Android è su Google Play (l’ex Android Market). Se Wikipedia trae la linfa vitale sia dalla geografia dei link (la cultura cooperativa della Rete) che dalla geografia reale della Silicon Valley (culla del software libero), anche la Britannica può sciogliere l’ancora e avventurarsi nell’era del digitale.

Ha capito che la “versione stampata è già obsoleta un minuto dopo averla stampata” come ha detto Jorge Cauz presidente dell’Encyclopaedia Britannica. Per l’italiana Treccani, potrebbe essere l’occasione per la svolta online, magari mantenendo “on demand” la stampa per gli amatori.

Per una settimana la Britannica è ad accesso libero e gratuito ai suoi contenuti online.

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Autore: ITespresso
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