Entro il 2015 quasi un milione di posti di lavoro dall’economia digitale in Europa

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Pressing sul governo per stabilire i limiti della Golden share in Telecom Italia @shutterstock

Il Presidente della Commissione europea Manuel Barroso spera che le aziende IT europee, le PA e i settori della formazione e dell’istruzione si uniscano in una grande coalizione per favorire l’occupazione nel settore digitale

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, conta 900.000 posti vacanti nel mercatoITC. Sono questi i numeri del mercarto del lavoro nel settore: l‘economia digitale creerà infatti quasi un milione di posti di lavoro dall’economia digitale in Europa. Barroso spera che le aziende IT europee, le pubbliche amministrazioni e i settori della formazione e dell’istruzione si uniscano in una grande coalizione per favorire l’occupazione nel mercato dell’IT. La Grande coalizione è stata lanciata a Bruxelles, alla presenza de vicepresidenti Neelie Kroes (Agenda digitale), Antonio Tajani (Industria e imprenditoria) e i commissari László Andor (Occupazione, affari sociali e integrazione) e Androulla Vassiliou (Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù), nell’ambito del processo promosso dalla Commissione per rendere l’Europa più competitiva. A sottoscrivere la Grande Coalizione sono state 15 aziende ed organizzazioni.

L’Academy Cube è una delle prime iniziative già portate avantoi: si tratta di una nuova piattaforma di apprendimento online per i giovani, e un modulo di formazione di nuova concezione per installatori di reti energetiche intelligenti. Telefonica offre sostegno a mille start-up, Microsoft s’impegna a raddoppiare il numero di stage nel prossimo triennio (dagli attuali 9mila), e Hp propone di formare un milione di studenti e professionisti con competenze digitali e imprenditoriali entro la fine del 2015.

Ogni anno il numero di posti nel settore cresce di 100mila unità, ma lo skill shortage pesa: non ci sono abbastanza laureati o persone con una formazione adeguata. Secondo la Commissione europea, bisogna investire in alcuni settori-chiave: la formazione, per garantire che i cittadini acquisiscano le competenze di cui le aziende hanno effettivamente necessitò; la mobilità, per fare in modo la domanda incontri l’offerta, evitando lacune o eccedenze nelle aree urbane; la certificazione, per semplificaare la certificazione delle proprie competenze presso un datore di lavoro, in ogni Stato UE; la sensibilizzazione, per remdere noto che il mercato digitale offre lavoro e carriere gratificanti e ben retribuite sia agli uomini che alle donne; i metodi didattici innovativi, per ottimizzare ed estendere i settori educativi e formativi, offrendo a più persone le competenze per entrare nel mondo del lavoro.

Nel 2011 in Europa gli occupati nel settore delle Ict si attestavano a 6,7 milioni di lavoratori, pari al 3,1% del totale. Dal 2000 al 2010, la forza lavoro digitale è aumentata del 4,3% in media. Ma si deve fare di più, soprattutto per colmare lo skill shortage e consentire ai giovani di acquisire competenze.

Infine il Commisssario Ue all’Agenda digitale, Neelie Kroes, presenterà ad aprile il nuovo Regolamento per diffondere la banda larga. Secondo indiscrezioni giornalostiche, si tratta di un piano di riduzione costi per promuovere la banda larga. “Si tratta di un grande passo in avanti per la banda larga”, applauda Neelie Kroes.

Neelie Kroes: un milione di posti di lavoro digitali nella UE @ shutterstock
Neelie Kroes: un milione di posti di lavoro digitali nella UE
Autore: ITespresso
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