Equo compenso, Altroconsumo ricorre contro il decreto al Tar Lazio

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e FinanzaNormativa
Altroconsumo ricorre al Tar del Lazio contro l'equo compenso
3 0 1 commento

Fimi applaude al ritocco della copia privata, invece Altroconsumo ricorre al Tar Lazio contro il decreto sull’Equo compenso. UPDATE: Confindustria Digitale verso il ricorso

L’Equo compenso, ritoccato dal ministro dei Beni Culturali Franceschini, torna a dividere. Giudicato anacronistico nell’era dello streaming (solo il 10% degli utenti effettua la copia privata), è tornato alla ribalta il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi previsto dalla normativa sul diritto d’autore (la 633 del 1941) e regolato dalla direttiva europa del maggio del 2001 (2001/29/CE). Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana di Confindustria) applaude all’iniziativa ministeriale e definisce il decreto equo ed equilibrato, invece Altroconsumo ricorre al Tar Lazio contro il decreto.

Poiché su tablet e smartphone domina lo streaming a sfavore del download, suonano stravaganti le parole di Fimi, che però difende strenuamente il compenso . “La copia privata é una forma di licenza illimitata che consente di utilizzare al meglio la propria musica legale” ha affermato il CEO di FIMI, Enzo Mazza. “Con questo Decreto il Ministro aggiorna le tariffe avvicinandole a quelle europee, riconoscendo che si tratta di un compenso per diritti e non una tassa“.

Il ricorso di Altroconsumo al TAR Lazio contro il decreto Franceschini sull’aumento dell’equo compenso, mette invece l’accento sul balzello: la tassa sui dispositivi tecnologici per copia privata colpisce il mercato dei dispositivi IT. “Dai precedenti 80 milioni di euro all’anno, previsti dal decreto Bondi, si aggiungono 100 milioni di euro, prelevati dalle tasche dei consumatori grazie al sovrapprezzo nell’acquistare smartphone, tablet, chiavette usb“.

Altroconsumo ricorre al Tar del Lazio contro l'equo compenso
Altroconsumo ricorre al Tar del Lazio contro l’equo compenso

Per gli smartphone e i tablet da 16 GB si sale a 4 euro. L’avvocato esperto di Internet e mondo digitale, Guido Scorza ha commento: “Se si va a prelevare alla fonte, ovvero dal produttore, e il prezzo fisso è stabilito dal produttore stesso nulla vieta che le condizioni possano cambiare. Apple ad esempio ha iniziato a scorporare la cifra nel 2009 (prezzo del dispositivo e tassa, ndr)”.

Gli italiani oggi preferiscono abbonamenti a Spotify, Infinity e SkyOnline. Ma se Netflix non sbarca in Italia, in un Paese fanalino di coda nella banda larga e con normative antiquate in tema di digitale, fruizione contenuti e Internet, un motivo ci sarà. L’Equo compenso è un ferrovecchio, se solo il 13,5% ha l’abitudine di creare una seconda copia del materiale acquisito. E il 69,4% utilizza il Pc, mentre solo il 5% utilizza smartphone e tablet (Fonte: ricerca del precedente ministro Massimo Bray).

Ma la società degli autori incasserà 160 milioni di euro, con un incremento a tripla cifra in percentuale, pari ad un aumento di 60 milioni rispetto al passato. Inoltre la legge non è a tutela esclusiva degli autori, ma conferisce alla SIAE la doppia veste di riscossore e distributore dei profitti del compenso. L’Equo compenso, obsoleto nell’era dello streaming e gestito passando attraverso un carrozzone, ha perso ogni senso.

UPDATE: Confindustria Digitale verso il ricorso. “Siamo pronti a fare ricorso. L’aumento del compenso per copia privata annunciato dal ministro Franceschini è ingiustificato e non tiene conto dell’evoluzione delle tecnologie e delle mutate abitudini di utilizzo da parte dei consumatori” ha dichiarato Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, il quale chiede di rivedere l’istituto del compenso per la copia privata e il sistema di raccolta e distribuzione del diritto d’autore:“Non si giustifica un aumento per il gettito della Siae di 2,5 volte rispetto al 2013, passando dai 63 milioni di euro ai 157 milioni stimati per il 2014, con un +150%. Aumenti che graveranno inevitabilmente sui prezzi e sui consumatori”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore