Equo compenso, il Decreto Bondi è sotto giudizio

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Protocollo d'intesa fra Siae e rivenditori di elettronica

I Giudici Amministrativi dovranno vagliare la legittimità o meno del Decreto Bondi. Chiesta una moratoria contro il decreto: ha già provocato il rincaro dei prezzi hi-tech

Il Decreto Bondi, che ha esteso il raggio d’azione del controverso Equo compenso e già fatto rincarare i prezzi di iPod e smartphone, potrebbe non essere legittimo.

Aziende IT e associazioni consumatori (come il ricorso di Altroconsumo) hanno chiesto ai Giudici Amministrativi di vagliare la legittimità o meno del Decreto Bondi. Intanto è stata chiesta una moratoria.

Con il Decreto Bondi sull’Equo compenso è stato esteso il prelievo da parte della SIAE di una quota di prezzo destinato a remunerare gli autori per la copia privata (prima previsto solo s u CD, DVD vergini e masterizzatori) a tutti i dispositivi dotati di memoria, come telefoni cellulari, decoder, console di videogiochi. Secondo Altroconsumo si tratta di una tassa iniqua, in concreto aiuti di Stato alla SIAE e all’industria dell’audiovisivo, con abuso di posizione dominante. E un’interferenza illegittima con il funzionamento del mercato interno UE.

L'equo compenso pesa sui rincari hi-tech
L'equo compenso provoca rincari dei prezzi
Autore: ITespresso
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