Equo compenso, la Legge di Stabilità s’inchina alla Siae

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e FinanzaNormativa
Dieci punti di forza di Apple iPhone
4 2 1 commento

L’equo compenso aumenta grazie a emendamento nella Legge di Stabilità. Si stima che, con l’adeguamento introdotto dalla Legge di Stabilità, l’Equo compenso, che oggi mette insieme 80 milioni di euro, raddoppi le entrate

Bisogna che si chiarisca una volta per tutte – aveva reclamato Gino Paoliche il diritto d’autore non è una tassa, ma il giusto compenso di lavoratori, gli autori appunto, e, spesso, la loro unica fonte di reddito. Voglio anche chiarire che la SIAE, anche in considerazione della situazione economica del Paese, è fermamente contraria all’introduzione di nuove tasse o di tasse di scopo, come si sente raccontare in questi giorni.” Così la SIAE, di cui Paoli è presidente, è riuscita a scucire un aggiornamento dell’Equo compenso, in linea con altri Paesi europei. La Legge di Stabilità si è inchinata alle richieste della Siae. L’equo compenso è imposto su tutti i dispositivi con spazio di archiviazione in grado di ospitare copie private: dagli smartphone ai lettori Mp3, dai tablet ai Pc eccetera.

L’Equo compenso, infatti, è stato esteso, grazie al controverso Decreto Bondi, a tutti i dispositivi di archiviazione: non solo i Cd ma anche i telefonini. L’estensione dell’equo compenso per copia privata, secondo Guido Scorza, avrebbe fruttato solo nel 2010 “un importo difficilmente inferiore ai 300 milioni di euro contro i 70/80 incassati nell’ultimo anno, con un maggior guadagno di circa il 400%”. Il nuovo aumento, regalo della Legge di Stabilità alla Siae, farà sì che “i prezzi di smartphone, tablet e Pc – assieme a quelli di decine di altri supporti e dispositivi – il prossimo, in Italia, aumenteranno di oltre cento milioni di euro” denuncia l’avvocato Guido Scorza.

Ma l’emendamento numero 1754 stabilisce: “167-bis. Al fine di sostenere il diritto d’autore e le attività dello spettacolo, dall’entrata in vigore della presente legge, i compensi previsti per ciascuno degli apparecchi o supporti di cui al comma 1 dell’articolo 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633, sono aggiornati, con il decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di cui al medesimo articolo 71-septies, in misura almeno pari alle corrispondenti medie europee accertate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Società Italiana Autori Editori (S.I.A.E.), e calcolate con esclusivo riguardo ai Paesi Europei nei cui ordinamenti è prevista la remunerazione della riproduzione privata ad uso personale“.

E nel resto d’Europa? La Spagna ha dato l’addio all’equo compenso e ha sposato maggiore trasparenza per le collecting society; il Regno Unito e l’Irlanda non hanno mai previsto la tassa. In Francia e Germania l’equo compenso è caro (8 euro e 36 euro, rispettivamente, su un iPhone 5S da 16 GB), ma il balzello non pesa sull’utente finale, tanto che lo stesso iPhone in Italia risulta più caro che nel resto d’Europa, sebbene l’equo compenso pesi solo per 90 centesimi.

Scorza stima che l’Equo compenso, che oggi mette insieme 80 milioni di euro, raddoppi le entrate. E la SIAE userà questi soldi non ai fini della compensazione che la legge stabilisce a favore dei titolari dei diritti. Il tutto accade mentre il mercato IT rimane in pesante flessione, non compensato dall’ascesa del segmento Mobile.

L'equo compenso aumenta grazie a emendamento nella Legge di Stabilità
L’equo compenso aumenta grazie a emendamento nella Legge di Stabilità
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore