Equo compenso, Nokia non ci sta

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La cosiddetta Tassa sulla copia privata, che andrà nelle casse della Siae, sta per essere estesa a Pc, cellulari e qualsiasi dispositivo dotato di moria. Nokia definisce la nuova gabella “iniqua e ingiustificata”

L’approvazione del decreto ci lascia assolutamente sconcertati” ha affermato Alessandro Mondini Branzi Amministratore Delegato di Nokia Italia, commentando il decreto del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, che aggiorna e amplia il raggio d’azione della tassa, definita Equo compenso,ai prodotti hi-tech .

Continua la nota di Nokia Italia: il vendor di telefonini cellulari “crede fermamente che l’imposizione di questa tassa sulla copia privata sia iniqua e ingiustificata. Infatti l’ascolto di musica è solo una delle tante funzioni disponibili sul telefono cellulare, il cui contenuto è solitamente acquistato legalmente dal consumatore che ha pertanto già completamente pagato i diritti d’autore. Imporre una nuova tassa sui telefoni cellulari costringe quindi i consumatori a pagare due volte per lo stesso contenuto“.

L’equo compenso, già imposto sui Cd e supporti vergini, secondo Nokia, non godrebbe di “fondamento legale o una base razionale alla tassa sulla copia privata applicata ai telefoni secondo quanto previsto dalla direttiva europea sulla copia privata”.

Forse a salvare l’Italia da una nuova gabella sulle nuove tecnologi e, sarà l’Europa.

Autore: ITespresso
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