Ericsson, le dieci tendenze tech del 2018 che contano per i consumatori

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Ericsson Report – La tecnologia permetterà di interagire con i dispositivi come con gli umani, di lavorare meno e di rivivere i propri ricordi grazie alla realtà virtuale: sono questi le tendenze tecnologiche di spicco per i consumatori

Come consuetudine, anche per la fine del 2017 Ericsson ha preparato il suo report annuale The 10 Hot Consumer Trends per l’anno venturo.
La tendenza, che potremmo definire anche il fil rouge comune a quelle più importanti, è il desiderio, l’aspettativa di poter utilizzare sempre più a fondo i device sfruttando quelle tecnologie che permettono di interagire proprio come siamo già abituati a fare con gli esseri umani e quindi con le espressioni facciali, la voce, ma anche l’intonazione e ovviamente i gesti. Ecco quindi l’elenco che emerge dal report Ericsson.

1. Il corpo come interfaccia utente. Più della metà degli utenti attuali che usa gli assistenti vocali intelligenti ritiene che useremo il linguaggio del corpo, le espressioni, l’intonazione e il tatto per interagire con i dispositivi tecnologici come se fossero degli esseri umani. Due utenti su tre si aspettano che questo accadrà entro soli tre anni, sappiamo che bisognerà aspettare di più.
2. L’udito aumentato. Il 63 percento dei consumatori vorrebbe auricolari capaci di tradurre le lingue in tempo reale, con il 52 percento che simpaticamente vorrebbe poter escludere dal proprio udito un famigliare che russa, magari con un sistema apposito in grado di impedire la ricezione solo di determinati suoni.
3. Eterni Neofiti. Siamo tutti competenti!? Secondo questo trend il 30 percento del campione intervistato ritiene che sia sempre più difficile stare al passo con le nuove tecnologie in termini di competenze, ma il  46 percento pensa anche che Internet consenta di apprendere e dimenticare nuove abilità più rapidamente che mai.
4. Social Broadcasting. Circa la metà dei consumatori ritiene che l’Intelligenza Artificiale (AI) sarebbe utile per  controllare la veridicità dei fatti postati sui social network.
5. Pubblicità intelligenti. Gli annunci pubblicitari potrebbero diventare troppo intelligenti anche per il proprio bene. Oltre la metà degli utenti di Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR) pensano che le pubblicità diventeranno così realistiche da finire per rimpiazzare i prodotti veri e propri.

Ericsson - 10 Hot Consumer Trends
Ericsson – 10 Hot Consumer Trends

6. Comunicazioni misteriose. Intelligenza artificiale, robotica ma intanto il 50 percento degli intervistati ritiene che sarebbe molto impaurito dal fatto di non riuscire a distinguere un essere umano da una macchina e il 40 percento ancora non è pronto per uno smartphone capace di reagire al proprio umore.
7. La Società dello Svago. Il lavoro non c’è ma c’è anche qualcuno che inizia a pensare di non averne bisogno, o che si dovrà lavorare sempre di meno e così il 32 percento degli studenti e dei lavoratori crede di non avere bisogno di un impiego per realizzarsi nella vita. Il 40 percentoafferma che vorrebbe un robot che lavori e produca reddito al posto loro, così da avere più tempo libero per lo svago.
8. Nelle foto come in una stanza. Immagine un ambiente immersivo che vi consente di “rientrare nelle vostre foto” per rivivere meglio quei momenti e quei ricordi. Ecco, 3 intervistati su 4 pensano che nel giro di soli 5 anni useranno la realtà virtuale per camminare dentro le foto scattate con uno smartphone… Per provare le medesime emozioni sappiamo benissimo che ci vorrà ben altro. Il passato non ritorna. 
9. Strade per aria. Le vie cittadine saranno anche congestionate dal traffico, ma nel cielo ancora c’è spazio. Quasi ci muoviamo nel mondo della fantascienza, a pensare che il 39 percento pensa che nella propria città ci sia bisogno di una rete di strade per i droni e altri veicoli volante. E tuttavia non manca chi teme che un drone possa cadergli in testa, sono gli stessi sognatori.
10. Il futuro “ricaricato”. Il mondo connesso avrà bisogno di energia portatile. Più dell’80 percento è convinto che tra soli cinque anni avremo batterie che dureranno così a lungo da porre fine alla preoccupazione di dover ricaricare i propri dispositivi.