Ericsson, video e TV sempre più on-demand

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Dal 2012 ad oggi sono cresciuti fortemente i consumatori di video sui dispositivi mobile, un’ora di visione video su tre non tiene più conto delle proposte dei palinsesti, ma la televisione tradizionale resta importante. Ecco i risultati del Report TV & Media 2015 del ConsumerLab di Ericsson

“Chi ha seppellito il palinsesto?” Questo viene da chiedersi a leggere l’ultimo Report TV & Media 2015 del ConsumerLab di Ericsson, dal quale emerge come i consumatori sfruttino sempre di più i servizi video on-demand, per un’ora di visione su tre di quelle disponibili. Si parla di un incremento del 71 percento rispetto al 2012. Non solo, se dei 680 milioni di consumatori del campione – i dati italiani sono stati raccolti tramite interviste online su 1000 persone, tra 16 e i 69 anni. Si considerano le abitudini esclusivamente dei teenager ecco che emerge come due terzi di loro guardino già TV e video su un dispositivo mobile.

Quindi, sempre più Video On Demand, con un tempo medio di 6 ore a settimana consumate per serie TV, programmi e film su richiesta, più del doppio rispetto al 2011. Con il 61 percento del campione che consuma video oggi sul proprio smartphone (in Italia oltre il 65%), una crescita del 71% dal 2012 (in Italia la crescita è circa del 125%).

Ericsson Report TV

Crescono anche i contenuti generati dagli utenti, e un consumatore su 10 (1 su 7 in Italia) guarda YouTube per più di tre ore al giorno. Sono tantissime, pur considerando che su YouTube sono apprezzati anche i video educativi e di informazioni, con il pubblico che ritiene fondamentale (33 percento) che i contenuti siano generati dagli utenti a casa sulle proprie televisioni.

Il report individua inoltre altri trend fondamentali: il binge watching, ovvero la maratona televisiva in cui si consumano più episodi di fila della stessa serie o dello stesso film. La praticano molto gli utenti S-VOD  (Subscription Video-on-Demand), sono i servizi come Netflix. In Italia dichiara di fare binge viewing almeno una volta alla settimana il 70 percento del campione locale e il 40 percento addirittura una volta al giorno.

Tanti consumatori inoltre si dichiarano poco soddisfatti della proposta che i canali di S-VOD fanno, sulla base dei loro gusti (poca personalizzazione, poca intelligenza nei consigli); il 22% dei consumatori che non hanno mai avuto un contratto con una pay-TV stanno giù pagando i servizi per contenuti over-the-top (OTT), ma soprattutto, e qui viene davvero il bello… Nonostante tutto, nonostante tutto…

La televisione tradizionale resta importante. Per il suo valore sociale, perché rappresenta ancora il ‘focolare elettronico domestico’, il momento di raccolta di gruppi sociali per determinati eventi live, e la modalità più accessibile per alcuni contenuti premium.

La spesa mensile che una famiglia italiana (tra le intervistate) dichiara di destinare ai servizi Tv e Media è pari a 54 euro. Non sono pochi.

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