Esce il T.U. sulla privacy ed è già superato

CyberwarSicurezza

Stiamo attraversando un momento davvero delicato in tema di privacy dove c’è il rischio concreto di complicare la razionalizzazione in atto della materia e generare ulteriore confusione.

Grandi manovre in tema di privacy, difatti la recentissima relazione del Garante per i dati personali relativa alla propria attività del 2002 conclude, almeno per il momento, un ciclo intenso di atti apertosi con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo che dovrebbe costituire il Testo Unico delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi, del Ministro per la Funzione Pubblica, Mazzella, e del Ministro per le Politiche Comunitarie Buttiglione grazie al lavoro svolto dalla Commissione nominata dal Ministro per la Funzione Pubblica. Quasi contestualmente è stata conferita dalla Camera Dei Deputati all’unanimità delega al Governo per dare attuazione alla direttiva europea 58/02 sulla maggiore tutela della privacy riguardo Internet e le nuove tecnologie di comunicazione. Maggioranza e opposizione hanno votato compatti: 410 i sì, un voto contrario ed un astenuto. Appare evidente dalle notizie sopra riportate la mancanza di coordinamento che contraddistingue l’azione del nostro Governo in un settore, tra l’altro, così delicato come la privacy. Un Testo Unico tanto annunciato e sicuramente “sofferto” che ha visto il lavoro incessante di tecnici e giuristi rischia di essere vanificato in breve tempo nella parte relativa alla regolamentazione dei dati personali su Internet, che oggi se vogliamo costituisce uno dei nodi principali della tutela della privacy. In effetti il nostro ordinamento ha necessità di adeguarsi ad una recente Direttiva del Parlamento Europeo n. 58/02 che ha trattato specificamente il tema privacy ed Internet. In particolare, la Direttiva disciplina: la riservatezza nelle comunicazioni, sia telefonica che elettronica; l’invio di messaggi di posta elettronica, sia pubblicitari che di propaganda politica non sempre consentito; gli obblighi per i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Questi aspetti, però, allo stato attuale devono costituire oggetto di quei codici di deontologia e buona condotta, (previsti dall’art. 20 del d.lgs. n.467/2001) che ampliano responsabilità e poteri del Garante in settori delicatissimi tra cui appunto la disciplina di Internet oltre che del rapporto di lavoro, della videosorveglianza e del direct marketing. Come sottolineato, del resto dallo stesso Garante nella sua recente relazione relativa all’attività del 2002 ci si trova ad un settore dove il Garante deve intervenire con immediatezza per operare quei necessari aggiustamenti di fronte ad una realtà mutata che non possono essere richiesti agli interventi parlamentari. Il problema è che invece tali interventi, a quanto pare, ci saranno e riesce difficile adesso capire come si andranno ad inserire nel già delineato quadro ordinamentale che vede i famosi codici deontologici far parte integrante del Testo Unico. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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