Esce LibreOffice 3.3, ma Oracle giudica l’open source una dittatura

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Mentre LibreOffice rilascia la prima versione stabile della suite libera di produttività, sale la tensione fra Oracle e il mondo open source. Difficoltà anche per un’altra eredità di Sun, il progetto Hudson

LibreOffice 3.3 è la prima release stabile da parte della community uscita da OpenOffice. L’era post-OpenOffice inizia ora dopo che Oracle ha assunto un atteggiamento poco trasparente ed aggressivo nei confronti del mondo Open source che ruotava intorno ad OpenOffice.org. La suite libera e gratuita per ufficio cambia dunque nome e dominio: LibreOffice sfida Oracle, dopo la fuoriuscita degli sviluppatori. Tutto è iniziato quando Oracle ha voluto battezzare il proprio ufficio sul Web proprietario con il nome di Open Office, un nome da sempre associato alla suite open source.

A marzo 20 sviluppatori hanno lasciato il team di OpenOffice per la rivale Document Foundation, e negli ultimi quattro mesi è stata un’emorragia di talenti che ha portato a 100 i programmatori di LibreOffice, tanto che la suite (con Writer stile Word, fogli di stile eccetera) è stata rilasciata in anticipo.

Ma Oracle e il mondo del Software Libero rimangono ai ferri corti: ieri Oracle ha definito l’Open source una dittatura. In un blog post, lo chief architect dei Tools and middleware di Oracle, Ted Farrell, ha scritto che anche Project Hudson, un software di monitoraggio open source ereditato da Sun Microsystems, non sarà più open:nel senso che chi modificherà i file core di Hudson non potrà più utilizzare il nome “Hudson”. Kohsuke Kawaguchi, ex impiegato di Sun, propone di rinominare il progetto “Jenkins“; ma GitHub e i Google Groups non ci stanno agli Aut Aut di Oracle. Insomma con Oracle la tensione è alta, e per l’Open source non tira aria di compromesso. I dettagli delle ultime controversie su TheRegister.

Infine, rimane aperto lo spinoso capitolo Java – Android: il blog FOSS Patents ha scovato nei repository dei sorgenti del sistema operativo per smartphone Android, interi blocchi di codice copiati direttamente da Java, ma la questione è ancora da chiarire. Google afferma che Java è stato reso open source da Sun. La querelle continua. Android ha spiegato che il codice incriminato (con le scritte: “PROPRIETARY / CONFIDENTIAL” e “DO NOT DISTRIBUTE by Oracle”) si trova in realtà nei file di supporto e non nel core del sistema. Ricordiamo che Oracle ha portato Google in tribunale per dirimere la controversia.

LibreOffice è OpenOffice.org senza Oracle
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