Espandere le attività negli Usa

Aziende

Alcuni consigli per chi vuole aprire nuovi uffici o sedi negli Stati Uniti. In primo luogo come valutare le offerte che i singoli stati mettono a disposizione delle imprese straniere

I singoli stati americani attuano programmi di sviluppo regionale, finalizzati a favorire aree geografiche meno avvantaggiate dal punto di vista economico o a sviluppare “enterprise zones”, distretti industriali, come diremmo noi, ormai diffusi in quasi tutti gli Stati. Le amministrazioni locali giocano, dunque, un ruolo attivo per attrarre gli operatori economici, offrendo loro significativi incentivi, soprattutto di natura fiscale, tra cui i crediti d’imposta (con aliquote diverse nei vari stati) nei confronti della “franchise corporate tax” per investimenti d’impresa o di settore, in particolare per attività “di ricerca e sviluppo”, oppure con l’esenzione o la riduzione di talune tasse, per esempio, sulle vendite. Ci sono anche altre forme dirette d’incentivazione, come sovvenzioni a fondo perduto, prestiti garantiti e garanzie sui prestiti fatte a beneficio di progetti di sviluppo imprenditoriale approvati, a condizioni particolari, da agenzie ed enti locali. Gli Stati condizionano l’erogazione di contributi al perseguimento di finalità di rilievo sociale, come la creazione di nuovi posti di lavoro per cittadini residenti nello Stato.

Nel Texas, c’è un particolare strumento di finanziamento dello sviluppo industriale, gli “industrial revenue bonds”. Si tratta di titoli obbligazionari emessi da istituzioni locali allo scopo di finanziare la costruzione d’impianti e l’acquisto di attrezzature industriali. La convenienza di questo genere d’obbligazioni sta nel fatto che gli interessi sono esenti da imposte. Lo Stato di New York, invece, dà numerosi incentivi in termini di sgravi fiscali. Certi insediamenti produttivi in specifiche aree geografiche possono, per esempio, accedere a crediti fiscali sull’imposta societaria solo se soddisfano determinate condizioni. Tutte le società straniere presenti nello Stato di New York, sono soggette all’imposta sulle società, sul guadagno netto o sulla porzione riferibile allo Stato (l’aliquota nel 2004 era del 7,5%). Le società straniere possono usufruire anche di un credito sulle tasse per l’investimento, come nel caso di proprietà, costruite, acquisite o ristrutturate a New York dopo il 1968. Esistono anche crediti fiscali per le società che intendono investire in attività qualificabili di ricerca e sviluppo nei settori delle scienze o dell’ingegneria.

Lo Stato della Florida per le attività d’impresa che creano almeno cento posti di lavoro concede un credito fiscale sugli investimenti effettuati. La percentuale di tale credito dipende dall’ammontare degli investimenti. Le “enterprise zones” offrono opportunità per iniziative imprenditoriali e per l’espansione delle piccole-medie imprese in 31 aree specifiche all’interno dello Stato. Si tratta di zone all’interno di terreni agricoli o in aree urbane e chi si insedia beneficia di crediti fiscali su tasse societarie e di vendita.

Alla luce di queste considerazioni è opportuno che le imprese italiane che intendano operare negli Stati Uniti facciano un’approfondita indagine comparativa dei diversi incentivi offerti dai singoli stati Usa per individuare l’area più idonea alle proprie esigenze commerciali e industriali, tenendo presente anche l’orientamento dei governi locali (anche contee e municipalità), sempre disponibili a negoziare con il singolo imprenditore agevolazioni “su misura”.

Autore: ITespresso
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