Etica ed Internet un connubio difficile

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La grande libertà propria della Rete spesso sconta inevitabili conseguenze non proprio positive ed è necessario correre ai ripari al fine di evitare una criminalizzazione di Internet.

Il 28 febbraio a Roma si è tenuta, presso la Sala Convegni del Monte dei Paschi di Siena, una tavola rotonda su un tema molto dibattuto e di grande attualità, ossia quello delletica nella comunicazione in rete. Lincontro è stato organizzato dallISIMM (Istituto per lo Studio dellInnovazione nei Media e per la Multimedialità) insieme allUCSI(Unione Cattolica Stampa Italiana) ed ha avuto come obiettivo principale quello di riflettere su due punti chiave dellargomento la responsabilità nella comunicazione in rete (nei suoi aspetti morali, ma anche giuridici, culturali e formativi) ed il divario digitale (non solo in Italia). Ognuno dei due argomenti è stato trattato da un gruppo di cinque o sei esperti guidati da un moderatore. Sono intervenuti tra gli altri anche il Presidente dellAutorità Garante per la Riservatezza dei Dati Personali Stefano Rodotà ed il Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. Diversi spunti di notevole interesse hanno caratterizzato la tavola rotonda in argomento. In particolare, da segnalare, lintervento del Garante per la Privacy che ha affrontato alcune tematiche molto delicate. Innanzitutto la commercializzazione on-line dei kit per i test genetici, ormai diventata un gigantesco affare. La diffusione del commercio elettronico, in effetti, accanto agli indubbi effetti positivi quali i benefici alla nostra economia, comporta anche dei corollari di tuttaltra natura quale la convinzione che tutto possa essere venduto on-line in considerazione anche della relatività dei controlli. Il Garante ha giustamente sottolineato questo aspetto preoccupante, ritenendo estremamente pericolosa questa tendenza sempre più diffusa a far diventare la salute una pura merce in vendita su Internet senza nessuna garanzia. Altro grosso problema affrontato dal Garante è quello delle allarmanti affermazioni dellOsservatorio europeo sul razzismo di Vienna che ha assegnato allItalia il primato in Europa sui siti calcistici razzisti, 17 su 53 esaminati (il 32%, contro il 10% in Germania ed il 4% in Gran Bretagna). La questione è quella solita e cioè il bilanciamento tra le esigenze di tutela della libertà di manifestazione del pensiero prevista anche dalla nostra Costituzione e le esigenze di tutela di altri interessi giuridicamente rilevanti. Anche in una recente riunione di tutti i Ministri della Giustizia dei paesi dellUnione Europea è stato affrontato il problema del razzismo in rete e proprio il nostro Ministro Castelli ha avanzato delle perplessità, in nome della libertà di manifestazione del pensiero, su un atteggiamento particolarmente duro nei confronti di determinati siti. Il Garante ha anche affrontato una delle questioni più scottanti di Internet e cioè la sua regolamentazione specie in considerazione del trasferimento del potere normativo (in questa materia) dagli stati nazionali alle grandi compagnie internazionali. Largomento e stato ripreso dal Ministro delle Comunicazioni Gasparri che ha preannunciato la predisposizione da parte del Ministero di un codice di regolamentazione nel quale verranno coinvolti associazioni di volontariato, per quello che riguarda minori e anziani, polizia per le telecomunicazioni, ed anche provider. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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