Etica hacker: da Wau Holland a Julian Assange di WikiLeaks

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Con WikiLeaks, il mondo mainstream scopre il potere della crittografia forte e dei server nei bunker anti atomici. Cosa c’è dietro il fenomeno del sito di Julian Assange che rivela le “fughe di notizie”

Con la messa online dei “dispacci diplomatici” da parte di WikiLeaks, secondo il giornalista Vittorio Zucconi si è scoperto che il “re è nudo”: i sorrisi e le ipocrisie delle Photo opportunity vengono smascherate, e la storia va riscritta dopo la scoperta dei “carteggi” digitali segreti fra ambasciate e i poteri di Washington. Il mondo hi-tech ha scoperto che il cyber-attacco contro Google ed altre 34 aziende della Silicon Valley, è stato deciso dal Politburo di Pechino. Per altri osservatori l’ultima valanga di file messa a disposizione dei media da parte di WikiLeaks, rappresenta invece l’ “11 settembre della diplomazia“, un pericolo per il mondo intero.  Ma cosa c’è dietro al fenomeno WikiLeaks?

Wikileaks è il trionfo della crittografia forte. Nel 1998 usciva in Italia uno dei libri più belli sulla crittografia, anonimato e privacy nelle Reti Telematiche: Kriptonite, di Joe Lametta (nome collettivo) – edizioni Nautilus. Questo libro spiega, a chi non si intende di sicurezza online, l’abc di temi complessi e ostici (di solito pane per i denti di fisici e matematici) come crittografia, Pgp (Pretty good privacy – la cifratura a doppia chiave, pubblica e privata), file system crittati, Anonymous remailer, Nym server, steganografia, telefonia digitale, crittata e counicazione via etere. Oggi possiamo aggiungere all’armamentario Tor e le ultime novità tecnologiche di un settore, da cui dipende la sicurezza online nell’e-commerce, la lotta alle cyber-intrusioni e molto altro ancora.

Dopo Kriptonite, ShaKe mandò alle stampe la storia di Phil Zimmermann che ebbe il merito di creare e distribuire il software a doppia chiave per la tutela della privacy, il PGP (Pretty Good Privacy). Poiché il governo americano gli impedì di comunicare all’estero la versione elettronica del software, Phil Zimmermann stampò una versione cartacea che portò fino ad Amsterdam senza essere fermato alle frontiere: e da lì il PGP dilagò.

Qual è la forza di WikiLeaks? WikiLeaks non attacca server per impadronirsi di informazioni riservate, quando addirittura segrete (ma in questa “sessione” nessun file reso noto è classificato come Top secret). In genere WikiLeaks si affida alla sua fama di server sicuro, custodito in un bunker anti atomico e con vari mirror nel mondo, basato sulla crittografia, in grado di garantire l’anonimato (e non tenere i Log, le tracce dei visitatori online): è la fama della blindatura di WikiLeaks a essere la sua forza, in grado di attrarre “gole profonde” che, stufe dell’ipocrisia del mondo (sia business che politico/diplomatico), concedono file segreti e “compromettenti”, che possono cambiare lo “stato di cose presenti”.

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