Europa 7 può chiedere un risarcimento danni per 3,5 miliardi

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Il contenzioso Europa 7/Rete 4 deve essere sanato. Anche il riassetto televisivo italiano appare urgente

Si complica l’affaire Europa 7: la diatriba sull’emittente va sanata, e già è stato fissato l’eventuale maxi risarcimento in 3,5 miliardi di euro.

La sentenza del Consiglio di Stato del 31 maggio ha bocciato il ricorso di Rti (Mediaset). Dopo la Corte di Giustizia Ue, una nuova sentenza dà ragione a Europa 7 e valuta la mancata assegnazione di frequenze in un eventuale risarcimento danni di 3,5 miliardi di euro. La cifra si abbasserebbe a 2,169 miliardi in caso di attribuzione delle frequenze.

Intanto il riassetto televisivo italiano appare come urgente, per tre fattori così riassumibili (a grandi linee): la sentenza della Corte di giustizia europea del 31 gennaio scorso che impone una sorta di “riforma” della Legge Gasparri alla normativa europea e la risoluzione del caso Europa 7, anche perché la procedura di infrazione avviata dalla Commissione contro il nostro Paese verte su 10 norme della Gasparri.

la norma salva Rete4 è per ora saltata, ma il tentativo del governo non è passato inosservato neanche all’estero; la sentenza del Consiglio di Stato permette a Rete 4 di trasmettere, ma Europa 7 ha diritto a un eventuale cospicuo risarcimento.

In questa intricata vicenda, l’unica cosa che appare chiara è l’urgenza di un riassetto Tv che tenga conto dei diritti (Europa 7), delle sentenze e delle richieste di Bruxelles. Certo che, dopo l’emergenza rifiuti a Napoli e quella Alitalia, è l’ennesima urgenza in cui inciampa l’Italia in pochi mesi.

Autore: ITespresso
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