Eurostat boccia la banda larga in Italia: ferma al palo

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L’Italia perde ancora terreno nella banda larga. La classifica di Eurostat

Mentre il commissario all’Agenda Digitale UE, l’instancabile Neelie Kroes, indica la banda larga come priorità per l’Europa, l’Eurostat (PDF) boccia ancora una volta il broadband italiano. L’Italia arranca ancora nella banda larga. L’Italia perde altre tre posizioni. L’Italia non è fanalino di coda, solo perché a chiudere la classifica sono Grecia, Bulgaria e Romania. Ma piazzarsi insieme a Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca, dopo essere scivolati indietro di tre posizioni, non rende comunque giustizia all’inquietante scenario italiano, come emerge dalla classifica di Eurostat.

Se i Paesi che sono pur sempre alle nostree spalle, hanno raddoppiato gli accessi a Internet, dimostra che l’Italia ha un divario pesante, pur avendo un ritmo di adozione della banda larga superiore alle maglie nere in classifica. L’Europa detiene un accesso a Internet al 70 % delle abitazioni, con il 61 % connesso in banda larga. La percentuale è raddoppiata dal 2006. L’Italia si deve accontentare ancora di una penetrazione del 49 % nel 2010, contro il 16 % nel 2006.

Solo pochi giorni fa Agcomdichiarava che il numero di abbonamenti alla rete fissa nell’arco dei primi 9 mesi del 2012 si è contratto di circa 500.000 unità. A pesare sono la crisi economica, la disoccupazione eccetera. Ma ciò significa che gli italiani hanno un “divario culturale” (oltreché digitale) alto: non sono in grado di capire che la Rete aiuta a trovare lavoro, a risparmiare con l’e-commerce e a fare meno code, risparmiando tempo, grazie ai servizi di e-government. Ma, se gli italiani non trovano vantaggioso sottoscrivere un abbonamento a Internet, e anzi tagliano l’accesso alla rete fissa, derubricandolo a “servizio inutile”, significa che i servizi e-gov e della PA online non sono all’altezza della domanda dei cittadini digitali. La neonata Agenda Digitale riuscirà a rendere la Rete sexy, attraente ma soprattutto utile ed indispensabile, come nei Paesi dove l’e-gov è priorità? La banda larga ci sarà, quando la richiesta aumenterà.

Bruxelles insiste: l’Agenda Digitale genera una crescita del Pil Ue del 5% nei prossimi otto anni, e fino a 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 1,2 milioni in cantiere, con la costruzione di nuove infrastrutture. Ma, secondo Akamai, ad ottobre 2012 l’Italia è al penultimo posto per numero di connessioni sia banda larga sia banda ultralarga, e peggio di noi è solo la Turchia. Negli ultimi 20 mesi Eurostat, Akamai, Wef, Ftth, Istat, di nuovo Eurostat, Oecd, Ofcom, Università di Oxford per Cisco hanno classificato l’Italia fanalino (quasi) di coda in tutte le classifiche internazionali sulla banda ultra larga.  Secondo Neelie Kroes, solo il ritardo nella banda larga costa all’Italia l’1,5% del Pil.

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L'Eurostat boccia la banda larga italiana @ shutterstock
L’Eurostat boccia la banda larga italiana
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