Expo 2015, come avanza il progetto della cittadella digitale

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Valerio Zingarelli Expo 2015

Tra le caratteristiche che la cittadella tecnologica di Expo 2015 dovrebbe avere, Valerio Zingarelli, Cto di Expo 2015, cita spesso Completezza e Inclusività. Lui che ha il compito di realizzare il cuore tecnologico dell’Expo che ospiterà 130 nazioni a partire dal 1 maggio 2015 e che ad oggi è alle prese con la fase progettuale. Ma seguiamo il progetto punto per punto, partendo proprio dalle basi.

Completezza – spiega Zigarelli – significa che andiamo a progettare e realizzare tutti gli aspetti prevedibili per una citta del futuro. Inclusività significa che questa cittadella offrirà servizi e sicurezza a tutte le persone”.

Per la completezza sono fondamentali cinque strati, dettaglia Zigarelli.
Il primo strato è quello Architettonico: gli edifici saranno costruiti con materiali riciclabili e ecosostenibili e la produzione e il consumo energia saranno intelligenti, cioè l’energia verrà prodotta solo quando verrà consumata, con una personalizzazione spinta del consumo dell’energia, anche su ogni singolo cittadino.
Il secondo strado riguarda le Reti di telecomunicazioni che dovranno essere pervasive e a larghissima banda, sia di tipo fisso ma anche wireless. “La città avrà antenne wifi gratuite ogni 20 metri, avrà reti radiomobili di quarta generazione, oggi da poco lanciate ma che ai tempi di Expo 2015 saranno molto diffuse”.
Il terzo strato riguarda la Sicurezza, “vogliamo una safe city”, con una concezione di sicurezza che non deve essere intrusiva ma utile. “Per esempio, le famose telecamere di videosorveglianza faranno analisi delle immagini tali per cui se vedo una persona che cade per terra capisco che sta male e questo fa scaturire un collegamento con centri medici di soccorso”. Si parla di sorveglianza di utilità e di prevenzione per la sicurezza, considerando che saranno presenti 130 paesi di tutto il mondo alcuni anche in guerra fra di loro, che devono coesistere in maniera pacifica all’interno dell’Expo.
Il quarto strato è l’Edutainment perché una città deve informare e comunicare in maniera divertente facilitando la contribuzione delle persone. “Ci saranno totem telematici per comprare biglietti, muri intelligenti, pagamenti elettronici via telefonino, realtà aumentata con occhialini collegati con gli smartphone per leggere informazioni aggiuntive rispetto al punto osservato”.
Il quinto strato riguarda i Servizi. “Mi piace ricordare il pagamento elettronico” precisa Zingaretti. Sarà una città completamente senza carta, compreso il denaro cartaceo: saranno permessi solo pagamenti elettronici a garanzia di tracciabilità. Inoltre tra i servizi si attiveranno quelli che rendono la città inclusiva anche per i disabili, senza barriere, ma anche tecnologicamente al servizio dei non vedenti (con auricolari appositi ) e dei non vedenti (con occhiali realtà aumentata). Ultimo elemento sarà l’infomobilità del trasporto. “Lavoreremo per ottimizzare il tempo delle persone, per non fare code, non sprecare il tempo. Proporremo totem per la gestione intelligente dei servizi, in modo che le persone vadano a un evento o a un ristorante al momento giusto senza fare code”.

Ma quale investimento è richiesto? “L’investimento è molto grande ma a costo zero per lo stato – precisa Zingarelli – perché abbiamo messo in campo metodologie di accordi di partnership strategica con le migliori aziende nazionali, internazionali e start up”. Ad oggi i partner strategici che pagano per poter collaborare per realizzare la smart city di Expo sono Telecom, Cisco, Accenture, Enel e Banca Intesa. “Nei prossimi mesi porteremo a bordo altrettanti partner. Il valore complessivo dell’investimento degli sponsor sarà di 250 milioni di euro. Ci proponiamo di essere abilitatori per l’industria, per il lavoro, per il mercato in modo che le aziende abbiano un’opportunità di rilancio”.

Ma se è chiaro che il 1 maggio 2015 è una data imprescindibile, importante è capire come stanno procedendo i lavori. “Ci siamo organizzati in questo modo – continua Zingaretti -: entro la fine di quest’anno completeremo la squadra delle aziende strategiche che realizzeranno i cinque strati. Il 2013 sarà completamente dedicato alla progettazione innovativa, il 2014 a realizzazione, test e integrazione , il 2015 alla gestione”.
Rimarranno in eredità molte cose alla città urbana di Milano, un ecosistema digitale per favorire la digitalizzazione delle aziende: “Attualmente solo il 4% delle aziende fa commercio online metteremo a disposizione infrastrutture tecnologiche per garantire interoperabilità dei servizi” precisa il CTO.
Già oggi qualche risultato tangibile in Milano c’è: “Dal punto di vista della mobilità, stiamo distribuendo totem telematici che presentano orari combinati di aziende completamente diverse: aeroporti, ferrovie, metropolitane, autostrade… Un totem interrogabile dai cittadini in tempo reale. Guardando più in là nel tempo espanderemo fuori dall’Expo un sistema di offerta integrato di alberghi, ristoranti, eventi ludici e sportivi”. Rimarranno le infrastrutture, le reti di telecomunicazione e si sta lavorando per creare una cinquantina parcheggi di “scooter sharing” (cicli elettrici a quattro ruote) dotati di panchine intelligenti, videosorveglianza, totem telematici per fare acquisti e avere informazioni.

Seguiremo il progetto Expo 2015 passo a passo, perché è di importanza fondamentale per lo sviluppo e il rilancio.
Nella videointervista i dettagli spiegati da Valerio Zingarelli, CTO di Expo 2015.

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